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Il piano-casa di Renzi: soldi alle banche e repressione

Protesta dei movimenti a Montecitorio contro il piano-casa del governo Renzi.


di redazione
Categorie: Lavoro, Politica, Casa
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Sit-in dei movimenti contro il piano-casa in discussione nel Consiglio dei Ministri. All'articolo 5 del provvedimento si stabilisce retroattivamente che chi occupa un edificio non ha diritto alla residenza e all'allacciamento ai servizi pubblici. I Blocchi Precari Metropolitani: "È la repressione contro chi si organizza".

I movimenti per la casa e contro la precarietà hanno realizzato un sit-in davanti a Montecitorio per protestare contro due provvedimenti all'esame del Consiglio dei Ministri di oggi: piano-casa e Jobs Act.
Entrambi i provvedimenti, secondo gli attivisti, sono pensati nel solco di difendere le rendite di posizione e reprimere il conflitto sociale.

In particolare, il piano-casa predisposto dal ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, il quale nei giorni scorsi ha vantato 1,6 miliardi di investimenti, contiene regali alle banche, pensati per favorire l'accensione di mutui, punta sul social housing, ovvero la realizzazione di alloggi ad un prezzo calmierato rispetto a quello del mercato, ma non sufficienti - secondo i movimenti - per risolvere l'emergenza abitativa, ma soprattutto reprime chi cerca soluzioni autorganizzate.

È l'articolo 5 del provvedimento a sollevare la reazione di movimenti per la casa. La misura contenuta prevede che chi occupa un immobile non abbia il diritto alla residenza, nè all'allacciamento ai servizi pubblici. Tutto ciò in maniera retroattiva.
"Non potevamo aspettarci di più - osserva Irene dei Blocchi Precari Metropolitani della capitale - da un ministro che si era già detto contrario al blocco degli sfratti".
Ancora una volta, sottolineano i movimenti, si difendono la proprietà e le rendite e si reprime chi subisce gli effetti della crisi.

Analoga la valutazione sul tanto decantato Jobs Act, il piano del lavoro di Matteo Renzi. Per gli attivisti la prospettiva è quella di "lavorare gratis", con ammortizzatori sociali che sono un contentino per sedare il dissenso.
Di fronte a queste misure, i collettivi annunciano nuove mobilitazioni per i prossimi giorni e i prossimi mesi.


Ascolta l'intervista ad Irene dei BPM

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