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Il People Mover è già al capolinea?

Tante le criticità intorno al progetto della monorotaia, che lo stesso sindaco definisce su "un binario un po' più morto".


di redazione
Categorie: Politica, Società
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Indagini della magistratura ordinaria e contabile, assenza di investitori privati, indisponibilità delle banche a concedere finanziamenti e costi che continuano a lievitare. Diverse le ragioni che fanno pensare che il People Mover, la navetta che dovrebbe collegare la stazione all'aeroporto, resterà fermo al palo.

Potrebbero essere gli ultimi giorni di una telenovela lunghissima, passata di mano in mano tra diverse amministrazioni comunali e finita sotto la lente della magistratura ordinaria e contabile. Il progetto del People Mover è a un bivio decisivo: o imbocca la strada della partenza, o rimane su un binario morto. Per il momento sembra proprio essere la seconda ipotesi quella più probabile, a sentire le parole del sindaco Merola, il quale ha sottolineato che "se il piano economico finanziario che abbiamo chiesto a Marconi Express non viene accettato, è finita la discussione sul People mover". Di tempo non ce n'è più insomma, e il Comune aspetta una risposta da Marconi Express.

"Il piano economico finanziario è nato sbagliato dalla prima volta - spiega Vanni Pancaldi del comitato No People Mover - ci sono poi problemi di natura trasportistica che non sono stati risolti. Se ci fosse un'onestà tecnica e intellettuale consiglierebbe a Marconi Express di risolvere qui questa vicenda, per la quale sono stati già versati dei soldi dei cittadini da parte della regione a Marconi Express, e per questa ragione la corte dei conti ha chiesto 14 milioni di danno erariale".

"Speriamo che quei soldi tornino alla comunità di Bologna per lanciare il servizio ferroviario metropolitano - continua Pancaldi - che rischia di nascere monco proprio nella zona dell'ospedale Sant'Orsola". A rendere ancora più complicata la partita è il fatto che nel corso del tempo i costi dell'opera sono lievitati, e nel frattempo investitori privati non si sono fatti avanti e le stesse banche non intendono investire in quel progetto. "Tutte queste ragioni dovrebbero spingere la politica e l'economia locale ad agire rapidamente sul servizio ferroviario metropolitano e portare lì tutti gli investimenti - sottolinea Pancaldi - e far decollare il lavoro e la mobilità dei cittadini invece che incaponirsi in questo progetto arrivato ormai al capolinea".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Vanni Pancaldi

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