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Il Pd di Bologna e i nodi caldi della città

Intervista a Francesco Critelli, segretario del Partito Democratico di Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Francesco Critelli con un'anziana volontaria della Festa de l'Unità

Dalle polemiche col Cassero alle frizioni con l'assessore Ronchi, dalle elezioni amministrative alle esternalizzazioni, dalla crisi di consenso al Passante Nord. Il segretario del Pd di Bologna, Francesco Critelli, ha spiegato le posizioni del partito sui temi caldi della città.

Il neo-segretario del Partito Democratico di Bologna, Francesco Critelli, è intervenuto nei nostri studi durante lo spazio di approfondimento del Breakfast Club, durante il quale ha avuto la possibilità di rispondere alle domande su molti dei temi sensibili che riguardano la politica, sia bolognese che nazionale.
Stato di salute del partito, polemica col Cassero, scontro con l'assessore Ronchi, elezioni amministrative, ma anche esternalizzazioni e grandi opere: sono alcuni dei temi affrontati durante l'intervista.

EMORAGGIA DI CONSENSO - Uno dei primi temi riguarda l'emoraggia di consenso che sta attraversanso il Pd, sia per il costante calo degli iscritti (-25% a Bologna dicono gli ultimi dati), sia per la diserzione delle urne, come hanno testimoniato le elezioni regionali dell'Emilia Romagna.
"Il partito si deve interrogare sulla sua missione e sulla sua funzione - afferma Critelli - Negli ultimi mesi non abbiamo dato uno spettacolo all'altezza, ma abbiamo dato l'impressione di essere un agglomerato di correnti che si è trasformato in comitato elettorale a disposizione delle carriere dei singoli". Dinamiche negative che, secondo il segretario democratico, vanno invertite attraverso il ritorno al coinvolgimento dei cittadini, simpatizzanti ed elettori. Per questo, annuncia Critelli, la conferenza programmatica seguirà modalità che daranno voce alla base.

CASSERO - Per il segretario democratico, attorno al tema del Cassero si è consumato un corto circuito mediatico. "Nessuno del Pd, almeno fin quando sarò segretario io - afferma Critelli - sarà mai contro le battaglie del Cassero per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali o contro le discriminazioni". E argomenta ricordando, da un lato, che mentre infuriava la polemica bolognese, in Parlamento veniva approvata la bozza sulla legge per le unioni civili e, dall'altro, che giovedì scorso, durante le votazioni degli odg collegati al Bilancio del Comune di Bologna, il Pd ha respinto in modo compatto la richiesta di Forza Italia di mettere a bando la Salara quando scadrà la convenzione.

Quanto all'odg presentato dalla consigliera Raffaella Santi Casali, Critelli dice di non condividere il testo originario, poi emendato in gruppo, per quanto non contenesse alcun riferimento esplicito al Cassero. "Quando qualcuno sbaglia - rivendica il segretario dem - ci sentiamo liberi di dire la nostra, così come lo facciamo nei confronti della Curia quando attacca gli omosessuali". Certo è, ammette, che il Pd avrebbe potuto spiegare in modo più chiaro le sue posizioni.

RONCHI - Sui mal di pancia nei confronti dell'assessore alla Cultura Alberto Ronchi, invece, non c'è stata alcuna forzatura mediatica, ma un equivoco che è stato poi chiarito con l'assessore stesso. "Di fronte agli attacchi al Pd del Cassero - racconta Critelli - l'assessore ha definito l'associazione 'la parte migliore della città' e questa ci è sembrata una considerazione contro di noi. In un confronto franco abbiamo avuto modo di capire che quella frase non era rivolta contro di noi".

MEROLA BIS - Nei giorni scorsi Critelli ha "blindato" la ricandidatura di Virginio Merola a sindaco di Bologna per un secondo mandato, chiudendo alla possibilità di svolgere delle primarie. "Le primarie rischiano di diventare uno strumento tipico della stranezza di questi tempi - osserva il segretario dem - Abbiamo visto i problemi nati in alcune parti d'Italia e, sinceramente, non è stato uno spettacolo edificante".
Allo strumento delle primarie, secondo Critelli, va anteposta la politica e un giudizio sull'operato del sindaco, che il Pd ritiene positivo.
"Ricordo - osserva Critelli - che questa città non ha un sindaco che ha effettuato due mandati dal 1993, dall'epoca di Renzo Imbeni".

PRIVATIZZAZIONI - Uno dei temi caldi proprio dell'operato di Merola riguarda l'esternalizzazione di alcuni settori, dalle mense comunali alla cessione di quote di Hera, la multiutility che gestisce i servizi ambientali.
"Sono due questioni molto diverse - sostiene Critelli - Per Seribo ci trovavamo di fronte ad un servizio che scontentava tutti. Con la soluzione trovata, però, non c'è uno svuotamento del ruolo del pubblico. A tal proposito abbiamo pensato anche di rafforzare alcuni uffici comunali, per consentire una verifica della qualità del servizio e delle condizioni dei lavoratori". Rivendicando, dunque, il mantenimento della capacità di controllo e di indirizzo del Comune, Critelli osserva anche che l'accordo è stato sottoscritto da tutti i sindacati, Usb compresa.

Quanto ad Hera, per Critelli il controllo pubblico è garantito anche se la quota pubblica scende sotto il 51%. Il punto è la capacità della politica di rivedere la governance dell'azienda, anche attraverso strumenti come il patto di sindacato di secondo livello, nel quale si sta pensando di stare più vicini, ad esempio, ai piccoli Comuni. "Un ruolo centrale in questa sfida sarà affidato alla Città Metropolitana - sostiene Critelli - nata, non senza problemi, dalla riforma delle province".

PASSANTE NORD - Infine il segretario democratico è stato chiamato a rispondere sul tema delle grandi opere, in particolare sulla tanto contestata bretella autostradale che dovrebbe alleggerire il traffico attorno alla città. Un'opera che in uno studio della stessa Autostrade è stata definita inutile per il problema che si propone di risolvere e che ha visto dieci sindaci dei Comuni dell'hinterland porre alcune condizioni per dare il proprio assenso.
Critelli dice di condividere l'inizativa dei sindaci e passa la palla ad Autostrade: "Deve presentare un altro progetto credibile, perché così com'è il progetto è difficilmente sostenibile". Il segretario del Pd di Bologna, però, mette in guardia tutti: l'opera non si può fare senza il consenso dei cittadini, che devono essere coinvolti, anche se non ritiene il referendum come lo strumento adeguato.

Ascolta l'intervista integrale:


Tags: Politica, Bologna, Pd

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