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Il Pcl prova ad unire le lotte per battere Renzi

Domani in sala Benjamin l'incontro "Unire le lotte per battere Renzi e le destre".


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Politica
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Scuola, casa, logistica. Per Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori non è vero che in Italia non ci sono lotte sociali, ma occorre unirle in una prospettiva radicale. Domani a Bologna un incontro per discuterne. Sulla Coalizione Sociale: "Landini chiarisca a se stesso cosa vuole fare". E sulla Grecia: "È la dimostrazione che con gli strozzini non si può negoziare".

"Unire le lotte per battere Renzi e le destre". È questo il titolo dell'iniziativa organizzata dal Partito Comunista dei Lavoratori per domani, martedì 16 giugno. Alle 21.00 nella Sala Benjamin di via del Pratello 53, si ritroveranno Marco Ferrando, portavoce nazionale del partito, Monica Fontanelli, insegnante del movimento contro la #BuonaScuola, e un rappresentante del Comitato Inquilini di via Gandusio.
L'obiettivo è riflettere su come mettere in relazione tra loro le lotte sparse per l'Italia, in modo che si crei una massa critica in grado di incidere politicamente.

"Non è vero che in Italia non ci sono le lotte - afferma ai nostri microfoni Ferrando - Casa, scuola, lavoro, come le acciaierie di Terni. Il problema è che non comunicano tra di loro, sono isolate, quindi esposte a rapporti di forza impari. Unirle serve ad inglobarle in una prospettiva comune di svolta sociale, di radicalizzazione di massa che è l'unica che può dal basso scombinare lo scenario politico ed aprire una prospettiva nuova".
Per Ferrando, le uniche lotte che hanno portato ad un risultato sono quelle che hanno rotto le regole del gioco, siano gli scioperi ad oltranza della logistica o lo sciopero degli scrutinii delle scuole.

L'esponente del Pcl è scettico, quindi, sia nei confronti di forme di opposizione che seguono i rituali tradizionali, sia verso il tentativo che sta compiendo il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, di dare vita ad una coalizione sociale.
"Landini dovrebbe prima chiarire a se stesso cosa vuole fare - osserva Ferrando - Se per coalizione sociale si intende una sommatoria di associazioni e di post-it, senza proposta di lotta e di mobilitazione, serve solo a qualche calcolo politico. Se invece significa unità di lotta, un ampio fronte di mobilitazione, allora assume una valenza totalmente diversa".

Per Ferrando il caso della Grecia insegna molto. Da un lato che le lotte sono possibili ed è possibile unirle, che è possibile una lunga stagione di radicalizzazione sociale che abbia incidenza sulla politica. Dall'altro che occorre evitare di riproporre un programma politico che dia l'illusione di un compromesso sociale col capitale.
"Al tavolo con gli strozzini - osserva il portavoce del Pcl - non c'è alcuna possibilità di realizzare nemmeno il timido programma di riforme sociale con cui Syriza ha vinto le elezioni".


Ascolta l'intervista a Marco Ferrando

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