Radio Città Fujiko»Notizie

Il partito nazionaldemocratico tedesco resta legale

La decisione della corte di Karlsruhe di non mettere al bando NPD


di redazione
Categorie: Esteri
NPD-Demonstration-in-Berlin.jpg

La Corte costituzionale di Germania tiene in vita NPD, il partito nazionaldemocratico che dagli anni ‘60 mantiene la fiaccola delle simpatie neonaziste tedesche. Non è il primo tentativo di mettere fuori legge questo partito di estrema destra, il quale non va forte nei consensi ma è collegato ad una rete di cellule neonaziste clandestine. Ne parliamo con Elia Rosati dell’Università Statale di Milano.

È di ieri mattina la decisione della corte costituzionale tedesca di respingere la richiesta, presentata dal Consiglio Federale, di messa al bando del Partito Nazionaldemocratico (NPD), partito fortemente vicino ai movimenti neonazisti, di cui è l’unico punto di riferimento ancora legale.
Il presidente della Corte di Karlsruhe, Andreas Vosskuhle, ha dichiarato che NPD “persegue fini anti-democratici ma al momento non c’è il pericolo che ce la possa fare”.

Secondo Elia Rosati dell’Università Statale di Milano, osservatore dell’estrema destra europea, si tratta di una scelta tattica da parte della Corte, volta a mantenere lo stato di legalità di NPD con l’obiettivo di non andare a rinforzare le fila di cellule neonaziste clandestine.
“Le accuse mosse dal Bundesrat non sono – ci spiega Rosati – solo di natura ideologica ma partono da indagini di un apposito ufficio dei servizi segreti interni, che ha valutato i rapporti di NPD con alcuni gruppi neonazisti responsabili di attività criminose. Essendoci oggi un razzismo violento (i dati riportano numerosi assalti e incendi di centri di accoglienza) probabilmente la corte non vuole dare nuove leve ad altri movimenti a destra di NPD come Pegida”.

In quest’ultimo processo, l’accusa ha tentato di dimostrare il legame di NPD con il gruppo Clandestinità nazionalsocialista (NSU), responsabile di una dozzina di omicidi di migranti. Il caso NSU è particolarmente clamoroso perché il gruppo è stato sottovalutato dall’intelligence, causando le dimissioni di alcuni esponenti stessi dei servizi segreti.
Stando alle parole di Rosati, alcuni degli aderenti dell’NSU venivano da NPD, in particolare dalle regioni orientali di Sassonia e Turingia. A livello nazionale, il peso di NPD è praticamente impalpabile (siamo intorno all’1% dei consensi), ma in alcune zone periferiche ha una sua rappresentanza amministrativa regionale.

Le ultime vicende relative al NSU rappresentano un sentore del fatto che l’estremismo neonazista si sia spostato anche fuori da NPD. Si tratta, secondo Rosati, di un problema forte in Germania, per il quale si spendono molte risorse: c’è attenzione da parte degli organi inquirenti, della società civile, anche dei servizi sociali, in quanto si tende a vedere la povertà di alcune zone dell’Est come terreno fertile su cui il nazismo può germogliare; ci sono programmi appositi per educare al multiculturalismo e combattere il razzismo, il che ne fa una vera battaglia a tutto campo.

Questo ultimo processo è parte di una querelle giudiziaria che accompagna NPD praticamente dalla sua nascita, nel 1964. Una richiesta analoga, presentata in quel caso dal Governo federale stesso, era stata già respinta nel 2003. Elia Rosati ci spiega che si trattò di un vizio procedurale: il processo non ebbe esito positivo non tanto perché non fossero stati riscontrati comportamenti criminali di aderenti a NPD ma in quanto non vennero avvalorate le testimonianze di alcuni poliziotti infiltrati.

Dalla metà degli anni 2000, qualcosa è cambiato in NPD, nonostante le percentuali di rappresentanza siano sempre rimaste esigue. Dalla sua fondazione, il partito ha avuto come segretario è stato Ugo Voigt, figura che è attualmente a capo degli eurodeputati NPD che mantengono un seggio al Parlamento Europeo.
Oggi NPD ha una federazione giovanile forte che – secondo Elia Rosati – ha subito la fascinazione di Casapound e ha cominciato a creare centri sociali di destra, pub e piccole sedi dedite alla vita politica.

Uno degli esempi delle controversie legato a NPD di cui ci parla Rosati è legato al negazionismo dell’olocausto.
È capitato che rappresentanti di NPD in parlamento regionale abbiano rifiutato minuto silenzio per la Shoah in polemica con quello che loro definiscono “olocausto tedesco”, ovvero il bombardamento del febbraio del ‘45 a Dresda, che non fu annunciato adeguatamente e fu visto come una rappresaglia bellica".

Purtroppo gli episodi legati a questi gruppi non riguardano solo le sfumature antisemite della xenofobia tedesca, ma anche temi attuali come il multiculturalismo e la gestione della crisi migratoria della coalizione CDU-SPD. Sotto i riflettori sono stati, ad esempio, i raduni che Pegida ha organizzato con cadenza quasi settimanale in alcune città tedesche, soprattutto quelle dei länder della ex DDR.

Cristiano Capuano


Ascolta l'intervista ad Elia Rosati

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]