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Il mondo della scuola in fermento contro il Piano Renzi

Docenti e studenti insieme verso lo sciopero del 10 ottobre.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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Quest'oggi gli studenti sono scesi in piazza ed hanno bloccato i viali per protestare contro le disfunzioni della scuola, dove mancano banchi e bidelli. Lunedì un'assemblea alle Laura Bassi per pianificare, insegnanti e studenti insieme, lo sciopero del 10 febbraio.

Rischia di essere un autunno caldo quello della scuola. I problemi che si sono già manifestati con l'avvio dell'anno scolastico e quelli che potrebbero essere creati in futuro, qualora il Piano del governo Renzi venisse attuato, stanno sollevando le reazioni di studenti e docenti.
Quest'oggi a Bologna i collettivi studenteschi hanno dato vita ad una manifestazione che, tra i diversi contenuti, avanzava rivendicazioni anche molto pratiche, come il problema dei banchi e dei collaboratori scolastici che mancano. Gli studenti hanno bloccato anche il traffico sui viali per attirare l'attenzione sulle loro istanze.

Ad essere preoccupati, però, sono anche gli insegnanti. E per una volta il mondo della scuola vuole presentarsi unito ad un primo appuntamento comune, quello dello sciopero del 10 ottobre.
Lunedì prossimo, 6 ottobre, alle 14.30 presso il Liceo Laura Bassi si terrà un'assemblea congiunta di insegnanti e studenti proprio per pianificare meglio l'iniziativa di lotta.
Si sa già che nella giornata del 10 i cortei saranno due: uno degli studenti e uno del personale della scuola, che si congiungeranno per concludersi insieme in piazza Santo Stefano.

"Noi non accettiamo il tentativo di cambiare il ruolo sociale della scuola - spiega ai nostri microfoni Antimo Santoro dei Cobas - Non ci rassegnamo all'idea che le scuole possano sopravvivere solo grazie ai finanziamenti dei privati".
Ed è proprio la privatizzazione della scuola uno dei punti più caldi della protesta contro il piano del governo Renzi. Ma non è l'unico. In particolare i docenti precari smascherano l'annuncio del premier in materia di stabilizzazione ed assunzione degli insegnanti.
"Il governo dice di voler assumere 120mila insegnanti - osserva Santoro - ma non dice che quelli che già lavorano oggi, attraverso le supplenze, sono intorno ai 200mila. Se il Piano venisse applicato, quindi, 80-90 insegnanti si ritroverebbero disoccupati".

I Cobas Scuola guardano con favore la legge di iniziativa popolare per una riforma scolastica ispirata alla Costituzione, depositata in questi giorni in Parlamento, ma sostengono la necessità di una sua integrazione che tenga conto delle problematiche nuove che si stanno manifestando, come il problema sorto a Bologna per l'inserimento dei bambini giunti con ricongiungimento famigliare.


Ascolta l'intervista ad Antimo Santoro

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