Il premier oggi a Zola Predosa per posare la prima pietra del nuovo stabilimento della Philip Morris. Traffico deviato, zona industriale militarizzata per paura di contestazioni e chi non ha l’accredito viene identificato. Sarà questo il clima sul lavoro dopo la riforma di Renzi?

La passerella di Matteo Renzi a Zola Predosa è organizzata a puntino. Nella zona industriale dove sorgerà lo stabilimento della Philip Morris, di cui oggi il premier posa la prima pietra, gli accessi sono sbarrati a distanza di sicurezza da transenne presidiate da un ingente numero di carabinieri, finanzieri e agenti della digos.
Entra solo chi è accreditato, dunque è praticamente impossibile per gli attivisti di Sel e Altra Emilia Romagna riuscire, come annunciato, a contestare a distanza ravvicinata il presidente del Consiglio.
A un centinaio di metri sorge lo stabilimento della Yoox, all’esterno del quale fanno la ronda uomini della security aziendale.

L’atmosfera che si respira, se volessimo fare un rimando cinematografico, è quella del film “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri. Non esattamente un bel clima per celebrare un nuovo insediamento produttivo che, a fronte di 500 milioni di euro di investimento, porterà 600 nuovi posti di lavoro.
Chissà se Renzi conteggerà anche queste unità negli 83mila nuovi posti che, a suo avviso, la riforma del mercato del lavoro porterà.
Quelli che il lavoro ce l’hanno ancora, come i corrieri della logistica, non sono molto contenti della passerella del premier. Sbuffano e scuotono la testa quando sono costretti a fare manovra, invertire la marcia e ritardare la consegna.

Alla spicciolata arrivano anche i contestatori. Tra loro c’è il consigliere comunale vendoliano di Bologna Lorenzo Cipriani e la coordinatrice provinciale del partito Egle Beltrami, anch’essi identificati dalle forze dell’ordine.
Hanno portato uno striscione che non hanno srotolato fin quando, per leggerne il contenuto, un agente della digos ha chiesto loro di aprirlo. E in quel momento sono scattati i flash della stampa.

Grande assente, fuori dalle transenne, la Fiom. Il sindacato metalmeccanico ha scelto di non esporsi a polemiche e strumentalizzazioni non presentandosi tra i dissidenti. Si è invece svolta un’assemblea sindacale a Crespellano, che ha visto partecipare i delegati dei metalmeccanici.
Il sindacato ora è impegnato a preparare lo sciopero del 16 ottobre, per il quale l’incognita è la partecipazione. Le parole del segrerario regionale Bruno Papignani, che ha caldamente invitato a non presentarsi in piazza coloro che hanno votato la fiducia al Jobs Act, hanno sollevato qualche malumore nella stessa Cgil, in particolare nell’ex segretario provinciale Danilo Gruppi.