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Il governo cede, i No Ombrina vincono contro le trivelle

Un emendamento alla Legge di Stabilità fa decadere la piattaforma petrolifera.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente
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Un emendamento del governo alla Legge di Stabilità 2016 ripristina il divieto di trivellazione a 12 miglia dalle coste, facendo decadere il progetto "Ombrina Mare", la piattaforma che doveva sorgere in Abruzzo. Esulta il coordinamento: "La lotta ha pagato".

Mancano gli ultimi 20 giorni e la prudenza contro eventuali scherzi dell'ultimo minuto è d'obbligo. Ma con molte probabilità il Coordinamento No Ombrina sta per registrare una clamorosa vittoria.
Il progetto di piattaforma petrolifera a pochi metri dalle coste abbruzzesi, cui si sono opposti con tenacia, infatti, viene fatto decadere da un emendamento del governo alla Legge di Stabilità 2016, che ripristina il divieto di trivellazioni a meno di 12 miglia marine, abrogato invece dallo Sblocca Italia.

Nell'emendamento vengono abrogate anche altre norme dello Sblocca Italia, come la previsione di strategicità per le attività petrolifere, uno strumento col quale lo Stato avocava a sé ogni decisione, esautorando di fatto gli Enti Locali e i cittadini da qualunque decisione in merito.
Il provvedimento, infine, non riguarda tutte le piattaforme petrolifere, ma solo quelle i cui progetti non sono ancora stati approvati.
"Il permesso di 'Ombrina Mare' scade il 31 dicembre - racconta ai nostri microfoni Corrado Di Sante del Coordinamento - se non ci sono sorprese dell'ultimo minuto, il progetto decadrà".

Una vittoria quindi per gli ambientalisti e per associazioni e semplici cittadini che si sono opposti allo scempio che "Ombrina Mare" avrebbe procurato in uno dei paesaggi più belli dell'Abruzzo e dell'Italia.
Le manifestazioni di popolo, come i 40mila di Pescara, i 60mila di Lanciano, i manifestanti a L’Aquila durante la visita di Renzi, i 500 a Roma sotto il Ministero, insieme ad un lavoro di pressione che è stato anche legale e legislativo, secondo i No Ombrina ha portato alla vittoria di Davide contro Golia.

"Noi non ci fermeremo qui - sottolinea Di Sante - perché i progetti in giro per l'Italia sono ancora tanti e vogliamo fare passare il messaggio che i fossili devono stare solo nei musei, che l'economia impostata sul petrolio non ha futuro".


Ascolta l'intervista a Corrado Di Sante

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