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Il dossier sulle mafie in Emilia Romagna

Presentato questa mattina il rapporto di Libera Informazione.


di redazione
Categorie: Giustizia
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Il dossier 2013 "Mosaico di mafie e antimafia", realizzato da Libera Informazione, traccia un quadro sul radicamento delle organizzazioni criminali sul territorio dell'Emilia Romagna. La Presidente dell'Assemblea Legislativa Palma Costi: "La legalità nasce dalla conoscenza".

Un quadro dettagliato del manifestarsi della criminalità mafiosa in Emilia Romagna. E' quello descritto dal Dossier 2013 realizzato dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con l'Assemblea legislativa regionale.
La nostra regione, come tante altre in tutto il Nord Italia, è una terra a cui le organizzazioni criminali mafiose puntano, in un'opera di conquista che non vede azioni di violenza eclatante, ma un'infiltrazione sempre più penetrante e silenziosa nel tessuto economico e produttivo.

I dati più allarmanti riguardano l'ingresso crescente delle organizzazioni criminali in due settori importanti: i compro oro, proliferati in tutto il territorio, e il gioco d'azzardo. Attività che sono alla base del riciclaggio di denaro sporco. Senza dimenticare altre attività criminali come lo spaccio, l'usura, l'estorsione e i danneggiamenti a seguito di incendi, tutte in aumento rispetto agli anni precedenti.

Sottotitolo del Dossier è "L'altra 'Ndrangheta in Emilia Romagna", che sta a indicare il fenomeno che Roberto Pennisi - magistrato della Direzione Nazionale Antimafia - definisce "delocalizzazione". Cioè un'attività che si manifesta in modo diverso rispetto al passato, "una presenza più sottile, penetrante e per questo più pericolosa".

A spaventare il magistrato è, in particolare, il fatto che la guerra alla mafia "la stiamo perdendo nel cuore e nelle menti delle persone che vivono in questi territori. Il crimine organizzato si è preposto come programma e risultato finale quello di conquistare le menti degli uomini, e ci sta riuscendo".

Per questo è fondamentale che i cittadini non prestino il fianco alla criminalità organizzata, e non si facciano sedurre dal fascino del potere economico, soprattutto in una fase di crisi come quella che attraversiamo. Altrettanto importante, insieme all'attività investigativa della Dia, è pertanto una battaglia di contrasto che si giochi sul piano dell'educazione, in quanto "la cultura della legalità parte necessariamente dal terreno della conoscenza", come spiega Palma Costi, presidente dell'Assemblea legislativa. "Solo dopo aver disseminato il nostro territorio di presidi di cultura di legalità possiamo opporci con efficacia a tutte le mafie".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Roberto Pennisi
Tags: Mafia, Regione, Libera

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