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Il dissenso dei lavoratori Tper

I dipendenti Tper contro la politica dell’azienda che scarica contro i lavoratori la crisi che essa stessa ha provocato.


di redazione
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Il presidio di ieri mattina è stato organizzato per rendere noti gravi problemi che riguardano i dipendenti Tper. Integrativi rimessi in discussione, aumento della prestazione lavorativa già eccessiva, sono soltanto gocce nel mare di una politica aziendale che sta mettendo a rischio la solidità del trasporto pubblico regionale.

Si è ieri mattina alle 10.00 un presidio dei dipendenti Tper per protestare contro il trattamento ricevuto dalla loro azienda. Il fatto di avere percepito meno soldi nella busta paga di questo mese è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dicono i lavoratori. Tper esiste da 9 mesi e, durante questo tempo, i dipendenti hanno maturato delusioni e scontento nei confronti dell’azienda. Turni di lavoro massacranti per insufficienza di organico e scorrettezze nella retribuzione, sono soltanto l’inizio di una lunga lista di problemi che vanno risolti.

Gli autisti hanno fatto irruzione in sala consiglio della sede di via di Saliceto con fischietti e trombe da stadio, pretendendo un incontro simbolico con il direttore del personale Tper Massimo Monti. Quest’ultimo ha garantito che quello della riduzione dello stipendio in busta paga è stato soltanto un errore materiale e contingente, che verrà riparato non appena possibile. Non promette nulla, invece, per quel che riguarda la richiesta da parte dei dipendenti sull’aumento del personale. Tper, dice Monti, subisce gli effetti della crisi, e deve necessariamente farci i conti.

Lucia Visani


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