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Il Cua in piazza contro le repressioni di ieri e di oggi

Nel giorno del ricordo di Francesco Lorusso, in piazza la rabbia per le 15 misure cautelari


di redazione
Categorie: Movimento, Giustizia
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Oggi alle 18 in Piazza Verdi i collettivi manifesteranno contro il divieto di dimora, misura definita repressiva, che ha colpito giovedì scorso 12 militanti di Cua, Asia-Usb e Tpo.

L'11 marzo è ormai da tempo un appuntamento fisso per gli studenti del Cua, momento per ricordare l'omicidio di Francesco Lorusso ad opera delle forze dell'ordine 37 anni fa: "Francesco venne ammazzato durante una manifestazione politica e da quel momento divenne il simbolo di come, di fronte alle lotte per i diritti sociali e per la dignità, si risponda invece con le pratiche repressive che ben conosciamo" spiega Michele, militante Cua.

Ma quest'anno a quest'occasione si aggiunge un nuovo motivo di protesta. Nella giornata di giovedì, infatti, sono state notificate dalle polizia 15 istanze di misura cautelare, nella fattispecie divieto di dimora. Le misure si rifanno agli avvenimenti che alla fine del maggio scorso culminarono negli scontri delle forze del'ordine con i manifestanti. "I compagni e le compagne avevano permesso che la stessa polizia, che uccise Francesco 37 anni fa, venisse cacciata da Piazza Verdi mentre voleva impedire di portare in assemblea le voci di lavoratrici licenziate e di studenti precari" afferma Michele.

L'impegno all'interno dello spazio di Piazza Verdi è da tempo centrale per la linea del movimento e ha portato alla nascita di tutta una serie di attività di resistenza volte alla ricerca e alla pratica di una maggiore giustizia sociale, con particolare attenzione agli studenti dell'Università. "Per noi Piazza Verdi è un qualcosa di importante - continua Michele - perché è il luogo dove tantissimi studenti ogni giorno si ritrovano, costruiscono i loro percorsi di vita e spesso anche momenti di lotta sociale capaci di migliorare le loro condizioni e quelle di tante altre persone".


Le persone colpite dal provvedimento erano tra quelle impegnate giorno dopo giorno "per avere mense a prezzi accessibili, che hanno portato in Piazza Verdi nomi importanti della cultura, da Erri de Luca a Stefano Benni, sono le persone che occupano studentati per potersi permettere un tetto sopra la testa, senza dover pagare cifre enormi agli speculatori immobiliari".

Per solidarietà verso i compagni arrestati e per affermare la propria fermezza nel continuare le proprie lotte, gli studenti manifesteranno stasera in Piazza Verdi. "Per noi che abbiamo sempre detto che il modo migliore per ricordare Francesco Lorusso è creare nuove lotte e nuovi dispositivi di conflitto sociale, unire queste due dimensioni in un unico corteo è la risposta migliore" conclude l'attivista.

Pietro Gallina


Ascolta l'intervista a Michele del CUA

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