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Il crowdfunding per il libro sulla giustizia negata a Lorusso

L'intervista all'autrice Franca Menneas.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Mentre si avvicina il 38° anniversario dell'omicidio impunito dello studente di Medicina, ucciso da un carabiniere l'11 marzo del 1977, parte la raccolta fondi per la pubblicazione del libro di Franca Menneas, incentrato proprio sulla storia di Francesco Lorusso e la giustizia che non è mai stata fatta.

Un progetto che parte da lontano, da una tesi di laurea del 2003 dell'autrice, la nuorese Franca Menneas, proprio sui fatti del marzo 1977 a Bologna. Confrontandosi con l'avvocato di parte civile, Mario Giulio Leone, e con il padre di Francesco Lorusso, Agostino, Menneas ha deciso di concentrarsi su quanto avvenne l'11 marzo, quando si registrò la prima e unica morte di piazza a Bologna nell'Italia repubblicana.
Sono questi i primi passi di "Omicidio Francesco Lorusso - Una storia di giustizia negata", un libro pronto per le stampe, ma che ha bisogno del contributo dei cittadini che decidessero di sostenere il progetto per trasformarsi in un volume cartaceo.

È per questo che l'Associazione "Pier Francesco Lorusso" promuove un crowdfunding, avvalendosi della collaborazione di Ginger, che ha già raccolto 300mila euro per il restauro del portico di San Luca, per sostenere il libro che parla dello studente di Medicina e della giustizia che gli è sempre stata negata.
Servono 1800 euro per dare alle stampe la prima edizione ed è possibile contribuire andando qui.
L'obiettivo è ad un passo, dal momento che è già stato raccolto l'80% della somma necessaria, ma manca il colpo di coda per concretizzare la pubblicazione.

"È l'unico libro che parla esclusivamente della vita e della morte di Francesco e non in generale del '77 - osserva Mauro Collina, presidente dell'associazione "Lorusso" - Per questo è un lavoro importante e prezioso".
L'autrice, che già collaborò alla sceneggiatura del film "Lavorare con lentezza" di Guido Chiesa, racconta la vicenda incrociando dati giudiziari e testimonianze dirette. "Le testimonianze variano a seconda di chi ricorda quei momenti - spiega ai nostri microfoni - Ovviamente i compagni di Francesco e le forze dell'ordine hanno versioni diverse sulle responsabilità, cosa che mi ha fatto capire come quella ferita in città sia ancora aperta".

Una storia irrisolta anche a causa della vicenda giudiziaria, che portò Massimo Tramontani, il carabiniere che sparò e che fu ritenuto responsabile, ad essere prosciolto grazie all'uso legittimo delle armi sancito dalla Legge Reale.
Un ricordo che continua a vivere a Bologna e che, sottolinea l'autrice, deve continuare ad essere tramandata. Il libro di Menneas, che verrà presentato alle 18.00 dell'11 marzo alla Libreria Coop Ambasciatori, è uno strumento efficace.


Ascolta l'intervista a Franca Menneas

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