Dopo il distacco della luce, Làbas reagisce ai venti di sgombero dando vita a “Stillabas”, un crowdfunding per la riqualificazione energetica dell’ex-caserma Masini. Servono 20mila euro per comprare pannelli solari, stufe e un generatore per rendere autonomi gli 8mila metri quadrati della struttura, tra cui appartamenti per l’emergenza abitativa e un punto di accoglienza dei migranti.

Nell’agosto scorso a Làbas, il centro sociale occupato che da tre anni ha sede nell’ex-caserma Masini di via Orfeo, è andata via la luce. L’Enel ha giustificato il distacco con non meglio precisati lavori, ma la corrente non è mai più tornata e agli attivisti è parso chiaro che si trattasse di un primo segnale del vento di sgombero che spira da tempo in città.
Il ritmo con cui Procura e Questura stanno eseguendo le operazioni nelle ultime settimane, del resto, rende concreto il rischio, così come lo fa il piano di requisizione dell’area annunciato dal Comune.

Per reagire, gli attivisti hanno lanciato “Stillabas“, un progetto di crowdfunding che punta alla riqualificazione e all’autonomia energetica degli 8mila metri quadrati della struttura.
Sulla piattaforma DeRev  è possibile versare una quota per rendere possibile l’acquisto di pannelli solari, stufe a gas e un generatore che rendano possibile avere accesso all’energia elettrica e al riscaldamento, specie per gli appartamenti di via Borgolocchi che ospitano persone in emergenza abitativa.

“Vorremo riscaldare anche una sala dedicata al ‘Progetto di Accoglienza Degna’ – spiega ai nostri microfoni Maddalena – un dormitorio per chi non ha una casa, funzionante per tutto il periodo invernale, e un ‘Refugees Welcome Point’ dove i migranti che transitano per Bologna possano trovare ristoro, pernottamento per una o due notti, doccia, pasto caldo, ricaricare il telefono, ma anche consulenza legale e sanitaria oltre che informazioni utili rispetto ai propri diritti e a come proseguire il proprio viaggio”. Il progetto verrà presentato questa sera alle 18.30 nella sede del centro sociale.

Il crowdfunding conta di raggiungere circa 20mila euro di sottoscrizioni e le persone potranno essere ripagate con gadget o buoni per le attività di Làbas: dall’acquisto di prodotti del mercatino biologico di Campi Aperti alle magliette del centro sociale, dalla pizza realizzata il mercoledì alle birre del birrificio artigianale Schiumarell, fino alla festa di compleanno dei propri figli a Labimbi.
Terremo anche un blog – continua Maddalena – in cui terremo aggiornati in modo trasparente tutti i sostenitori”.

Ancora una volta, quindi, è con la creatività che i movimenti bolognesi rispondono alla violenza degli sgomberi e alla retorica legalitaria che in città sta mietendo vittime.
Le attività, le iniziative e i progetti realizzati all’interno degli spazi abbandonati e rivitalizzati dalle occupazioni, li hanno trasformati nel concreto in Beni Comuni della città e in zone liberate dall’incuria o, peggio, dalla speculazione.