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Il Comune aumenta i fondi alle scuole private, "la pagheranno"

Intervista a Bruno Moretto, anima dell'ex Comitato Articolo 33.


di redazione
Categorie: Istruzione
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A poco più di un anno dal referendum sulla scuola pubblica, in cui i cittadini avevano chiesto di cancellare i finanziamenti alle scuole private, il Comune di Bologna non solo non rispetta il responso delle urne, ma aumenta i fondi per le paritarie. Moretto (ex-Comitato Articolo 33): "La pagheranno alle elezioni, noi torneremo a mobilitarci".

Sono tornati da poco dal "Trekking per la scuola pubblica", valicando a piedi l'appennino da Barbiana a Monte Sole per riflettere e celebrare la vittoria del referendum sulla scuola pubblica del 26 maggio 2013. E al ritorno gli attivisti del Comitato Articolo 33 hanno trovato una triste sorpresa.
Il Comune di Bologna, infatti, non solo non ha tenuto conto in alcun modo del responso delle urne, trincerandosi dietro il fatto che il referendum era consultivo e non abrogativo, ma addirittura ha deciso di aumentare il finanziamento alle scuole paritarie. Dai 1000 euro di contributo per ogni bambino accolto nelle sezioni primavera delle materne private (quelle per bimbi dai 2 ai 3 anni), si passa ai 1200 euro della nuova convenzione. Un regalo alle private, di cui circa il 70% cattoliche, che suona invece come un sonoro schiaffo al 59% dei cittadini che, alle urne, aveva detto no ai finanziamenti.
Noi abbiamo intervistato Bruno Moretto, anima dell'ex-Comitato Articolo 33.

Moretto, come giudica questo aumento?
"È un'offesa a tutta la città, perché quello che è successo l'anno scorso è una ferita che debba essere sanata. Qualcuno prima o poi lo farà, perché non si possono avere questi atteggiamenti arroganti, col messaggio che tanto i cittadini non contano e loro hanno la verità in testa. Io penso, però, che pagheranno per questa politica che stanno facendo".

Intende in termini elettorali?
"Esatto. La gente si ricorda quello che è successo. Il referendum è ancora vivo, è ancora in campo. Ne parlano in tanti, anche il ministro l'altro giorno ne ha parlato. Quindi esiste, non è vero che non c'è: il risultato è lì, sotto gli occhi di tutti. Ci devono fare i conti. Fanno così e vorrà dire che ci si rivedrà alle elezioni".

Negli ultimi mesi sono emersi anche problemi per la capienza e i posti disponibili nelle scuole pubbliche. Tema su cui, oltre all'azzeramento dei finanziamenti, il Comitato aveva a cuore.
"Siamo in crescita demografica e invece di rispondere a questa a questa esigenza e fare in modo che sia una ricchezza, tutto viene visto in termini economici. La Giannini ha pensato che conviene di più dare soldi alle private, perché altrimenti lo Stato spenderebbe di più. Ragionando in questo modo, ci sarà sempre meno scuola, la scuola sarà fatta pagare ai cittadini e non sarà più un diritto ma un servizio".

Anche se il Comitato è formalmente sciolto, tornerete a mobilitarvi?
"Certo, perché i temi ci sono, ci sono i gruppi, ci sono le associazioni che lavorano. Non c'è più il Comitato perché quello serviva per fare il referendum e per vincerlo, ma il tema della scuola rimane un grosso problema ed è un tema a cui i cittadini tengono".


Ascolta l'intervista a Bruno Moretto

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