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Al Paladozza, questa mattina, Coldiretti ha presentato i risultati dell’indagine “Made in Italy sulle tavole straniere ad un anno da Expo”, svolta insieme ai Nas. Alla presenza dei ministri di Ambiente e Politiche Agricole, l’organizzazione torna a denunciare i problemi economici e di salubrità rappresentati dai cibi contraffatti. Oltre 60 miliardi il volume d’affari del “Italian Sounding”.

Cosa si mangia di italiano nelle capitali europee? Se lo è chiesto Coldiretti, che da anni conduce una battaglia contro le contraffazioni dei prodotti Made in Italy, i cosiddetti prodotti “Italian Sounding“. Insieme ai Nas, l’associazione degli agricoltori ed allevatori ha svolto un’indagine nelle principali capitali europee e questa mattina, in un’iniziativa nazionale che si è svolta al Paladozza, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, quello dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ha presentato il dossier “Made in Italy sulle tavole straniere ad un anno da Expo“.

Già l’anno scorso, in occasione dell’esposizione mondiale a Milano, Coldiretti aveva denunciato che la contraffazione di prodotti italiani ha superato i 60 miliardi di euro di giro d’affari e che ogni prodotto italiano in vendita sul mercato internazionale è “accompagnato” da due prodotti “taroccati”.
Il caso più eclatante è quello del “Parmesan”, la contraffazione del nostro Parmigiano Reggiano, la cui produzione ha superato quella dell’originale.
Kapeleti e Mortadela sloveni, Parmezali rumeno, Milaneza pasta portoghese e “Carpaccio formaggio” olandese sono alcuni degli esempi di prodotti falsi che circolano nei mercati europei elencati questa mattina.

“Questo arreca grossi danni ai nostri produttori – spiega ai nostri microfoni Antonio Ferro, presidente di Coldiretti Bologna – che si trovano a fronteggiare una concorrenza sleale, fatta di prodotti che non rispettano i rigidi disciplinari italiani e che arrivano anche in Italia con prezzi inferiori a quelli di produzione”.
Oltre al danno economico per le aziende italiane, la contraffazione espone anche i consumatori a rischi, dal momento che la qualità e la salubrità dei prodotti “Italian Sounding” non sono garantite.