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Ikea e 14N: è l'ora della repressione

Identificazioni e denunce ai danni degli attivisti di Crash e Cua.


di redazione
Categorie: Lavoro, Movimento
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La Digos annuncia linea durissima contro i manifestanti dei centri sociali che hanno partecipato allo sciopero del 14 novembre e al presidio di ieri all'Ikea di Casalecchio. Spunta il caso delle cinghiate all'agente. Crash: "Fantasie, abbiamo visto agenti saltare sopra i manifestanti per picchiarli meglio".

"Un'azione violentissima e gratuita, fatta da una ventina dei soliti noti, per lo più di Crash e Cua, che hanno utilizzato anche carrelli e fioriere. Di operai e facchini ce n'erano sì e no cinque o sei". Solo le durissime parole di Salvatore Calabrese, dirigente della Digos di Bologna, che questa mattina ha dato la sua versione dei fatti su quanto accaduto ieri durante il presidio di facchini e centri sociali all'Ikea di Casalecchio di Reno. "Innalzeremo il livello dei reati da contestare", promette intanto il dirigente Digos.

Le forze dell'ordine denunciano inoltre "un episodio spiacevolissimo": una operatrice della Polizia scientifica, che stava riprendendo i momenti di tensione con i manifestanti, è stata
colpita da una cinghia borchiata e si è rotta il setto nasale, oltre ad aver riportato diverse ferite al volto. La Digos informa che sarebbe stato già identificato l'autore dell'aggressione.

Una versione che i ragazzi di Crash giudicano "fantasiosa". "Io ho visto 5 cariche violente dei carabinieri - racconta Fulvio - con alcuni agenti che sono saltati sopra i manifestanti per picchiarli meglio, come testimoniano alcuni video. Cinghiate non ne ho viste, semmai le forze dell'ordine sono rimaste spiazzate dal fatto che i manifestanti caricati continuavano a cantare slogan".

Intanto si apprende che 10 attivisti dei centri sociali, Cua e Crash in particolare, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata, imbrattamento, lancio di oggetti pericolosi e violenza privata (ipotizzata per il raid alla Cisl) durante lo sciopero generale del 14 novembre.
"Qui si vogliono rinchiudere in tribunale le ragioni del dissenso - osserva l'attivista di Crash - Tutti ricordiamo le vergognose scene di Roma del 14 novembre, quando la polizia inseguì e picchiò gli studenti sul lungotevere".

L'attivista di Crash contesta la logica "calcistica" alla base della repressione delle forze dell'ordine, come se queste denunce bilanciassero gli abusi delle forze dell'ordine. "Qui non si tratta di un pareggio, qui si tratta di studenti, operai e precari che protestano e di ha attaccato i loro corpi con la repressione".


Ascolta l'intervista a Fulvio di Crash

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