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I sindacati chiedono legalità nella ricostruzione post terremoto

Le proposte di Cgil, Cisl e Uil per sicurezza e legalità nella ricostruzione.


di redazione
Categorie: Lavoro, Società
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Tavoli territoriali provinciali, no agli appalti al massimo ribasso e un Durc più analitico: i sindacati confederali avanzano le loro proposte per garantire sicurezza e legalità nella ricostruzione. Finora avviati solo il 10% dei cantieri.

Ad ormai dieci mesi di distanza dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia Romagna hanno ritenuto necessario rafforzare e articolare le sedi di confronto con i diversi ambiti istituzionali, con lo scopo di monitorare le misure che riguardano la ricostruzione post sisma e le problematiche ad esso connesse.

I dati sull’avvio della ricostruzione indicano che siamo ancora nella fase iniziale con meno del 10% dei cantieri attivati rispetto a quelli potenziali, derivanti dalle oltre 37mila schede AEDES (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica), ovvero le schede per il rilevamento speditivo dei danni, la definizione di provvedimenti di pronto intervento e la valutazione dell’agibilità post-sismica di edifici di tipologia strutturale ordinaria.

Secondo i sindacati, diventa fondamentale controllare l’illegalità che si può inserire nelle gare d'appalto: il sistema proposto con il massimo del ribasso, infatti, crea spesso situazioni che poco hanno a che fare con la legalità, dal momento che spesso chi vince le gare non può permettersi di coprire economicamente gli stipendi dei propri lavoratori.
Altro tema: il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), che può essere uno strumento utile la sicurezza e la legalità.
Infine quel che occorre è la concertazione: per questo i sindacati chiedono la costituzione di tavoli territoriali provinciali.

In conferenza i sindacati hanno ribadito la necessità di riappropriarsi del controllo del territorio. Il modo migliore per evitare che la malavita si inserisca in gare di appalto dove vengono sottratti soldi pubblici, è aumentare i controlli inserendo non solo le white list, assicurandosi la buona ‘salute’ dell’impresa, ma anche cambiare la modalità di inserimento negli appalti e velocizzare la macchina burocratica che controlla la modalità di lavoro delle imprese.
Il rischio è concreto. Nei mesi scorsi, durante la fase di smaltimento delle macerie, sono già stati resi noti pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata.  

Le proposte sindacali sono già state avanzate con lettere inviate al commissario Delegato per la ricostruzione Vasco Errani e alle Istituzione delle quattro province coinvolte dal sisma Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia.

Elisa Iacobucci


Ascolta l'intervista a Giorgio Graziani, segretario regionale della Cisl

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