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I rifugiati di Villa Aldini in presidio contro l'ipotesi di sgombero

Questa mattina davanti alla Prefettura di Bologna


di Francesco Ditaranto
Categorie: Migranti
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Si è svolto quaesta mattina dalle 9 il presidio dei rifugiati di Villa Aldini, contro ogni ipotesi di sgombero. I profughi, arrivati nel febbraio 2014, vogliono che sia fatta chiarezza rispetto a una comunicazione nella quale è contenuto l'ordine di lasciare Villa Aldini.

Presidio, questa mattina, davanti alla Prefettura di Bologna, dei profughi che hanno trovato rifugio a Villa Aldini. Arrivati a febbraio di quest'anno, hanno atteso l'accoglimento della loro domanda d'asilo. Alcuni tra loro si sono visti riconoscere il diritto di soggiorno per motivi umanitari, della durata di un anno, che però, allo stesso tempo toglie loro ogni diritto all'accoglienza. Nasce da qui, a quanto pare, la comunicazione che intima ai profughi di lasciare Villa Aldini. E' per pretendere chiarimenti su questa comunicazione che i profughi si sono ritrovati stamane in presidio.

"Noi siamo in Europa e in Italia, pensando che questi fossero paesi di Diritti: lavoro, casa, accoglienza. Ma ora dove sono questi diritti? Adesso abbiamo ottenuto il permesso di soggiorno umanitario, ma  in seguito a questo le autorità vorrebbero metterci in strada." si legge in una nota dei profughi, che chiedono "accoglienza (il primo passo per costruire ed affermare la nostra comune umanità), residenza per tutti, revisione del permesso umanitario in asilo politico e il diritto ad una vita dignitosa (formazione, casa, lavoro)."

Ed è dura la presa di posizione del TPO sulla vicenda. Nell'esprimere solidarietà ai profughi, il Centro Polivalente Occupato dichiara: "Ancora una volta constatiamo l'inconsistenza delle politiche italiane in materia di asilo e immigrazione, improntate a creare allarme e paranoie di invasione per poi rispondere con presunti “Piani Nazionali” costosi ed estemporanei, inutili “grandi opere” dell'accoglienza che cancellano ogni possibilità di inserimento e radicamento nel territorio di chi cerca in questo paese un futuro alternativo alla miseria e alla guerra. Da Mare Nostrum alla conversione del CIE Mattei in un Hub/Cara, il governo Renzi procede in continuità con i Governi precedenti, attuando un'accoglienza respingente tesa a disperdere sul territorio europeo i migranti che si trova costretto a salvare a pochi chilometri dalle proprie coste"


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