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I neofascisti imperversano, ma la Procura vuole il processo per Làbas

Richiesto il rinvio a giudizio per tre attivisti di Làbas che contestarono la presentazione di un fumetto su Ramelli.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Politica
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Il manifesto di Forza Nuova, dalla pagina Facebook dell'organizzazione

Intimidazioni a San Pietro e Ozzano, saluti romani a Marzabotto e white washing a Budrio. I neofascisti imperversano per tutta la provincia, ma per la Procura di Bologna i problemi sembrano essere le iniziative antifasciste. Chiesto il rinvio a giudizio per tre attivisti di Làbas che contestarono la presentazione di un fumetto "nero" al Baraccano.

"L'onda nera" evocata da un manifesto di Forza Nuova ad Ozzano, ultimo episodio di intimidazione neofascista in provincia, sembra davvero espandersi in lungo e in largo, ma le priorità della magistratura sembrano essere altre.
Nel Comune pre-collinare questa sera si terrà un incontro proprio sull'avanzata del neofascismo in Italia. Un evento promosso da Anpi, Arci e altre sigle, in cui interverrà il deputato Andrea De Maria.
Ad "accogliere" l'iniziativa, un manifesto dell'organizzazione di estrema destra che recita: "L'onda nera non si arresta". Firmato Forza Nuova.

Si tratta solo dell'ennesimo gesto di intimidazione delle formazioni dell'estrema destra nel bolognese. La stessa Forza Nuova, qualche mese fa, aveva tentato di intimidire le maestre di una scuola di San Pietro in Casale , "colpevoli" di portare avanti progetti contro la discriminazione di genere. "La vostra cultura è contronatura", il messaggio lasciato nottetempo dagli esponenti dell'organizzazione neofascista.

Nelle ultime settimane hanno fatto molto discutere, inoltre, due altre iniziative legate alla destra estrema. Da un lato il saluto romano del giocatore del Futa65 a Marzabotto, dall'altro il tentativo di ripulirsi l'immagine dell'associazione Evita Peron, costola femminile di Forza Nuova, che ha utilizzato lo strumento della beneficienza come paravento per infiltrarsi nel territorio di Budrio.

La Procura di Bologna, però, sembra volgere il suo sguardo altrove, proprio in direzione opposta. È sempre di oggi, infatti, la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per tre attivisti di Làbas che, lo scorso 28 giugno, contestarono l'iniziativa dell'estrema destra al Baraccano, dove fu presentato un fumetto su Sergio Ramelli, studente di estrema destra ucciso nel 1975.

I pm Antonello Gustapane e Antonella Scandellari e il procuratore capo Giuseppe Amato chiedono di processare i tre attivisti per "concorso in resistenza a pubblico ufficiale aggravata". Numerosi testimoni riferirono in quell'occasione che non era in atto alcun tentativo di avvicinarsi al Baraccano, ma la stessa Questura comunicò successivamente di aver effettuato una "carica preventiva" .

"Eppure realtà come Làbas costruiscono gli anticorpi al razzismo e all'avanzata del neofascismo - commenta ai nostri microfoni Francesca, attivista del centro sociale - Il fatto che esperienze come quella non siano state tutelate (il centro sociale è stato sgomberato da via Orfeo lo scorso 8 agosto ndr) dimostra che le autorità non hanno colto a pieno il rischio dell'avanzata dell'estrema destra".

ASCOLTA L'INTERVISTA A FRANCESCA:

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