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I Brueghel dalle Fiandre a Bologna. Lo straordinario quotidiano.

Brueghel. Capolavori dell'arte fiamminga. A Palazzo Albergati in mostra dal 2 ottobre 2015 al 28 febbraio 2016.


di Chiara Cantagalli
Categorie: Breakfast Club
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Un viaggio nell'epoca d'oro della pittura fiamminga attraverso le cinque generazioni di pittori della famiglia Brueghel, che tra il XVI e il XVII secolo rivoluzionarono l'arte rinascimentale.

Capostipite della famiglia di artisti fiamminghi, Pieter Brueghel il Vecchio, realizza la maggior parte delle sue opere tra il 1659 e il 1669, in un pesante clima di tensioni religiose. La forte carica individualista del pittore traspare dai suoi dipinti, in cui si rivela un'inedita lettura dell'arte che si emancipa dai soggetti religiosi e dall'antropocentrismo proprio dell'arte rinascimentale italiana, eleggendo sovrani la natura e il naturale.

Dell'Italia, che ha potuto scoprire attraverso i suoi viaggi, Brueghel il Vecchio subisce il fascino della varietà paesaggistica, che si fonde nei suoi quadri al paesaggio fiammingo, creando scenari compositi in cui la forza della natura si sprigiona come sfondo superbo e come protagonista.

Brueghel, nato dopo la morte di Hieronymus Bosch (presente alla mostra con il suo Sette peccati capitali), non è immune alle influenze del grande pittore, antesignano del movimento surrealista, da cui eredita l'attenzione particolare per il conflitto perenne tra bene e male, virtù e vizio. Ma la natura dicotomica dell'animo umano, non è da Brueghel, indagata con l'ottica pedagogica moralistica ossessiva di Bosch. Caratteristica fondamentale dell'approccio di Brueghel, che viene ripreso dai suoi successori, è l'estrema leggerezza con cui il pittore tratta le tematiche affrontate, come si desume dall'ampio spazio dedicato alle scene di vita campestre ed ai suoi protagonisti: contadini ritratti nella quotidianità. Ed è proprio questa volontà di mostrare gli aspetti più gretti e bassi della vita ordinaria senza censura, a diventare una peculiarità dei Brueghel, consacrandoli predecessori del realismo.

La mostra si articola in sette sezioni: Il giudizio morale tra salvezza e condanna, La natura regina, Soldati e cacciatori nella luce d'inverno, Storie di viaggiatori e mercanti, Le allegorie racconti di meraviglie, Slendori e vanità della vita silente.

Ogni sezione vede accanto alle opere dei componenti della dinastia Brueghel, Pieter Brueghel il Vecchio, i due figli che del suo successo furono i principali artefici Pieter il giovane e Jan il Vecchio, per proseguire poi con Jan il Giovane, Ambrosius, Abraham e Jan Pieter; altri autori, tra cui Rubens, amici e collaboratori che hanno influenzato e accompagnato il percorso formativo della grande famiglia, il cui nome nei due secoli si è affermato come marchio di eccellenza nell'arte pittorica.

Tra i principali nuclei tematici affrontati c'è il paesaggio della città di Anversa, che nel XVI secolo fu protagonista di uno straordinario sviluppo economico. Sfondi campestri, in cui sovente la neve è coprotagonista, diventano lo scenario per rappresentazioni del quotidiano.

La genialità degli artisti e la loro carica innovativa sta nel saper ritrarre l' indifferenza dei soggetti, impegnati a vivere la propria esistenza noncuranti della complessità della vita e delle "grandi questioni" come quella religiosa, così pregnante all'epoca.

Un'indifferenza manifesta che traspare ritratta dalla brutalità dei gesti, gretti e volgari, ma anche dal trasporto con cui questi uomini vivono scene legate al giubilo dei giorni di festa.

Nature morte con fiori e allegorie, altro forte punto d'interesse nella mostra, sono, oltre che una dimostrazione della maestria miniaturistica dei pittori, anche un'esaltazione dei sensi, in un'esposizione che sarà possibile non solo vedere ma vivere, grazie al progetto voluto da Arthemisia Group, organizzatore della mostra, di coinvolgere i visitatori in un percorso sensoriale e conoscitivo che dà la possibilità di esperire la mostra attraverso installazioni appositamente inserite.

Un'esposizione in cui è la vita la vera protagonista che, come insegnano Pieter Brueghel&co, non va giudicata, bensì osservata e vissuta.

Prodotta e organizzata da Arthemisia Group  a Bologna con il patrocinio del Comune di Bologna nelle sale di Palazzo Albergati dal 2 ottobre 2015 al 28 febbraio 2016 è a cura di Sergio Gaddi e Andrea Wandschneider.


Ascolta l'intervista al curatore dell'esposizione: Sergio Gaddi


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