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I 70 anni della Liberazione di Roma

L'anniversario di uno dei momenti principali della Liberazione dal nazifascismo.


di redazione
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Il 4 giugno 1944, settant'anni fa, Roma veniva liberata. Una pagina fondamentale nella storia del nostro Paese, per la sconfitta del nazifascismo e l'inizio del percorso verso la costruzione di una nuova Italia democratica.

Tra il 4 e il 5 giugno del 1944, le truppe americane riuscirono ad entrare a Roma senza incontrare resistenza da parte dell'esercito tedesco. Terminava così, dopo nove mesi, l'occupazione nazifascista della Capitale, costretta ai rastrellamenti, a torture, alle privazioni e alla fame dettate dai tedeschi, fino all'ingresso salvifico delle truppe alleate.
La Liberazione della Capitale d'Italia ebbe ovviamente un enorme significato simbolico, ma anche un'importante rilevanza strategica nell'andamento della seconda guerra mondiale e della Campagna d'Italia, in quanto segnava lo sfondamento del fronte di Montecassino, operazione che coinvolse le forze alleate e della Resistenza dal gennaio a maggio del 1944.

Come spiega Luca Alessandrini, dell'Istituto storico Parri, "l'aspetto più importante della Liberazione di Roma fu quello politico", in quanto essa "segna un patto: i partiti antifascisti del Cln avevano deciso di entrare nel governo del Re e di Badoglio, innervando la costruzione della democrazia sullo stato preesistente". "L'idea è quella di trasformare l'assetto istituzionale dello stato - spiega Alessandrini - e così si fa un patto: alla liberazione di Roma questo Re impresentabile e questo Presidente del Consiglio impresentabile se ne devono andare e cedere i poteri".

A Liberazione avvenuta il Re Vittorio Emanuele III si ritirò a vita privata nominando suo figlio Umberto Luogotenente del regno e su proposta del Comitato di Liberazione Nazionale si affida l'incarico di formare il nuovo governo ad Ivanoe Bonomi. "Per la prima volta - sottolinea Alessandrini - il Presidente del Consiglio è un antifascista, un liberale, moderatissimo, ma antifascista e nel governo entrano i rappresentanti dei partiti antifascisti". Una svolta politica fondamentale, dunque, nella Resistenza e nella costruzione della nuova Italia democratica.

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Luca Alessandrini

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