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I 100 anni di “Mimma”, Bologna ricorda Irma Bandiera

Le iniziative del Comune nel centenario della nascita della partigiana bolognese.


di Alessandro Canella
Categorie: Donne, Storia
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Irma Bandiera

“Parole per Irma”, l'iniziativa del Comune di Bologna nel giorno del centesimo anniversario della nascita di Irma “Mimma” Bandiera, la partigiana uccisa nell'agosto del 1944 dai nazifascisti dopo una settimana di torture e sevizie, senza che la donna rivelasse i nomi dei compagni. Il regista del documentario: “Se avesse parlato la Resistenza avrebbe avuto un altro esito”.

Era l'agosto del 1944. L'occupazione tedesca a Bologna e provincia stava facendo sentire il peso della violenza, con rastrellamenti, esecuzioni sommarie, rappresaglie, che seguivano ad azioni partigiane, con l'ormai nota proporzione di 10 civili uccisi ogni soldato tedesco che perdeva la vita. Irma Bandiera, nome di battaglia “Mimma”, era una staffetta partigiana attiva nella pianura a nord di Bologna, in particolare nella 7^ Gap. Il suo ruolo era fondamentale: rifornire i partigiani nascosti in campagna di cibo, vestiti, armi e comunicazioni del Cumer, il Comando Unico Militare dell'Emilia Romagna, in stretto contatto con gli Alleati.

Fu catturata il 7 agosto dai nazifascisti, a conclusione di uno scontro a fuoco, mentre si apprestava a rientrare a casa, alle Larghe di Funo, frazione di Argelato, dopo aver trasportato armi nella base di Castelmaggiore della sua formazione. Con sé Irma aveva anche dei documenti compromettenti e per sei giorni i fascisti la seviziarono, senza riuscire a farle confessare i nomi dei suoi compagni di lotta.
L'ultimo giorno la portarono di fronte a casa sua: "Lì ci sono i tuoi – le dissero - non li vedrai più, se non parli", ma Irma non parlò. I fascisti infierirono ancora sul suo corpo martoriato, le cavarono gli occhi e la trasportarono ai piedi di San Luca, dove la trucidarono. Il suo corpo fu lasciato esposto come monito per l'intero giorno sulla pubblica via.

A quella che fu una delle poche donne insignite della Medaglia d'Oro per la Resistenza, il Comune di Bologna dedica una serie di iniziative che si svolgono oggi, nel centenario dalla nascita, l'8 aprile del 1915.
Parole per Irma” è il titolo dell'evento, che comincerà alle 9.30, in via Irma Bandiera 1, dove il sindaco Virginio Merola e la presidente del Consiglio comunale Simona Lembi deporranno un mazzo di fiori in memoria di “Mimma”. Alle 11.00, invece, nella Scuola Media “Guinizelli”, ci sarà la proiezione per gli studenti del documentario “La mia bandiera. La resistenza al femminile” di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese. Proiezione che verrà replicata per tutta la cittadinanza anche alle 18.00, in sala Tassinari a Palazzo D'Accursio, dopo l'intervento di Maura Bergonzini del coordinamento donne dell'Anpi di Bologna.

“Nel lavoro di preparazione del documentario – racconta Giuliano Bugani – ho avuto modo di parlare con Dino Cipollani, comandante partigiano a Castel Maggiore e, dopo la guerra, chirurgo del Malpighi. Da medico mi disse che nessun essere umano riesce a sopportare più di tre giorni di tortura. Irma Bandiera resistette per una settimana”.
Bugani sottolinea come, se Mimma avesse parlato, la Resistenza avrebbe potuto avere un altro esito, sia in Emilia Romagna che in tutta Italia. “Nella casa che usava come appoggio a Bologna – spiega il regista – conservava tutti i documenti del Cumer, con i nomi dei partigiani e i luoghi in cui erano nascosti”.

Nel documentario, che contiene le testimonianze di tante partigiane di tutta la regione, emerge anche come la lotta di Liberazione, per molte donne, fosse anche l'inizio di un percorso di emancipazione. Percorso che non è ancora terminato, sottolinea Simona Lembi, dal momento che la parità effettiva non è ancora stata raggiunta.
L'esempio di Mimma, dunque, deve spronare anche le giovani di oggi nella loro personale resistenza quotidiana.


Ascolta l'intervista a Simona Lembi

Ascolta l'intervista a Giuliano Bugani

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