Il tuo stage a radiocittafujiko
Clicca qui per maggiori informazioni!
Non si ferma mai il nostro viaggio alla scoperta della musica emergente!
Ecco i tre gruppi da non perdere che vi presentiamo questo lunedì...
I Cariòn nascono a Bari nel 2004 dalla mente del cantante chitarrista Vito “Vigos“ Napoletano.
Il combo barese vanta una importante attività live che spesso li vede in apertura ad artisti di rilievo come Afterhours, Amari, Paolo Benvegnù, Bisca, Amor Fou o ancora nella line-up di importanti festival come Italia Wave.
Nel marzo 2007 vede la luce l’omonimo disco d’esordio Cariòn, prodotto da CNI Compagnia Nuove Indye e dalla Tomato records di Massimo Bonelli, voce degli Alibìa e produttore artistico dell’album.
Dopo un lungo tour che sfiora le 100 date, la band è matura per affrontare la produzione del secondo album che vede una evoluzione nel suono più compatto e aggressivo, pur mantenendo centrale la dote nel creare melodie esplosive che suonano come veri tormentoni. Non cercare verità è prodotto da Otium records. Il disco viene presentato in anteprima nella surreale cornice de l’auditorium La Vallisa a Bari, città che dimostra tutto l’amore per il gruppo regalando una serata carica di emozioni che registra il tutto esaurito testimoniato da un dvd live.
Il primo videoclip è "Scorpione“ la cui realizzazione è affidata a Christian Torelli di TRICICLO Eventi.
+ + + + + +
La Dioniso Folk Band nasce nel 2005 nella periferia nord di Napoli, dall'incontro di persone dal diversissimo bagaglio musicale. Il nome vuole ricordare la spontaneità e l'impeto dei riti dionisiaci, nei quali inibizioni, ruoli sociali e divisioni cadevano per lasciare il posto alla musica, alla danza e all'ebrezza, ma anche ad autentiche manifestazioni di “uguaglianza” e naturale convivenza pacifica.
Da sempre la band collabora con associazioni impegnate per la difesa dell’ambiente e dei diritti umani come Greenpeace, Legambiente, Amnesty International, come testimoniano le partecipazioni al "Munnezza Day" organizzato da Beppe Grillo e al Festival "Un cuore per l'Abruzzo" insieme a importanti artisti come Gragnaniello e Toni Esposito.
E' uscito il 18 gennaio I testardi fiori della speranza, il lavoro d'esordio della Dionisio Folk Band. Dodici brani (dieci inediti e due riadattamenti di brani tradizionali) che compongono un album di un colore sgargiante, luminoso, nel solco di un folk contaminato e impegnato che trova in Dylan, De Andrè, Manu Chao, Musicanova, i suoi più illustri predecessori.
Un album carico di una "speranza testarda" in una società con più rispetto per l'ambiente e per le persone e con più memoria per il passato, secondo le parole di Luis Sepulveda citate nel libretto che accompagna il cd.
Un disco acerbo, in qualche punto forse anche ingenuo, ma anche e soprattutto un disco carico di idee, di voglia di fare, di fede in qualche cosa che vola più in alto delle parole vuote di intrattenitori televisivi e pseudo politici, della musica confezionata a tavolino lontano dalle strade e della gente.
Il lavoro in studio, durato quasi un anno, ha visto le collaborazioni di artisti come Gino Evangelista e Pasquale Ziccardi della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Marzouk Mejri (Brigada Internazionale, nonchè collaboratore di Eugenio Bennato e Daniele Sepe), oltre che di numerosi musicisti della scena napoletana. Le registrazioni sono state effettuate al Max&Play di Napoli da Rosario Fiorenzano, fonico in studio con Murolo, De Andrè, Mia Martini. Le voci sono state seguite invece da Alessandro Guasconi, già al lavoro con Bandabardò e Folkabbestia, presso il Virus Studio di Siena.
+ + + + + +
Every Damned Friday, in uscita a marzo per l'etichetta New Model Label e distribuito da Audioglobe, è l'album di una nuova formazione proveniente da Terni, autrice di un rock che contamina inflenze british ad aperture pop. Elemento distintivo è sicuramente la voce di Simona Cioccoloni, perfettamente a proprio agio sia in momenti più energici, come "Why" e "Stay", le due tracce che aprono il disco, sia in momenti più intimisti e riflessivi, come "Back To My Control", presente nel disco anche in versione semi-acustica con arrangiamenti orchestrali.
"Not Far Away" mostra come i Rummer And Grapes (nome preso a prestito da un'antico pub londinese, noto per avere ospitato una delle prime logge massoniche intorno al 1700), abbiano nel proprio DNA sonorità made in UK, pop e new wave, evidenti soprattutto nell'utilizzo delle chitarre, sia nelle parti più pulite sia in quelle più distorte, prevalenti anche nella successiva "Room On Fire".
"My Princess Anna" è invece una ballad acustica che esplora il lato più classico della band mentre le successive "Inauspicious Love" e "Short Drink" ci riportano in atmosfere più urbane e notturne, con ritmi più veloci e un alto tasso energetico ed il brano è il racconto di un classico venerdì sera alcolico, abitudine presente non solo in Inghilterra ma un po' in tutto il mondo e del risveglio la mattina successiva, con un inevitabile mal di testa.