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Hobo: "Rivendichiamo l'azione contro Panebianco"

Dopo la denuncia dell'Ateneo il collettivo universitario non si tira indietro e rilancia con nuove iniziative.


di redazione
Categorie: Movimento, Migranti
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La contestazione a suon di slogan e vernice contro il professor Panebianco non è stata priva di conseguenze. Il collettivo Hobo è  stato infatti raggiunto da una denuncia dell'Ateneo. Ma gli studenti non si dicono sorpresi e ribadiscono: "Rivendichiamo la piena legittimità di quanto è stato fatto". Indetta un'assemblea pubblica per martedì 21.

Non hanno intenzione di fermarsi i ragazzi del collettivo Hobo, né tantomeno di fare passi indietro. Gli episodi di martedì scorso, che hanno visto il professor Panebianco pesantemente contestato per il suo editoriale "Troppe ipocrisie sugli immigrati", hanno lasciato strascichi che porteranno a provvedimenti giudiziari. Questa mattina, nella sede dell'Università di via Zamboni 33, gli studenti si sono ritrovati e hanno fatto il punto.  "Non ci sorprende affatto questo modus operandi di Ivano Dionigi, il 'rettore dimezzato'. In pubblico esprime volontà di dialogo e ascolto, salvo poi avallare la repressione del dissenso denunciando i suoi studenti", dice Ivan, megafono alla mano.
 
La forte protesta nei confronti dell'editorialista del Corriere della Sera aveva raggiunto l'apice con il lancio di vernice sulla porta del suo ufficio. Una contestazione che viene riaffermata con decisione: "Rivendichiamo tutto ciò che è successo l'altro ieri. L'editoriale di Panebianco ha un sapore fascista, razzista e schiavista. Un razzismo fondato sullo sfruttamento del lavoro". In merito alla vernice, il collettivo si dice indignato per l'ipocrisia dei commenti che si sono sollevati: "La vera violenza è la crisi che tutti i poveri stanno pagando. Quella vernice è il sangue dei migranti che muoiono nei nostri mari, e di quelli che riescono ad arrivare e vengono poi sfruttati".
 
L'ondata di protesta, dunque, non si fermerà. Le contestazioni andranno avanti in una campagna chiamata "escrache", un modello di protesta nato in America Latina e in Argentina in particolare, con cui gli attivisti manifestano sotto l'abitazione o nel luogo di lavoro del diretto interessato. "Tutti i professori che propugnano queste ideologie nella nostra Università verranno contestati, ufficio per ufficio, lezione per lezione", avverte ancora Ivan.
 
Infine è stato annunciato un incontro pubblico per il prossimo martedì 21 gennaio, alle ore 17 presso la Facoltà di Scienze Politiche. Uno spazio di dibattito in cui sono invitati professori, studenti, ricercatori, oltre a scrittori e lavoratori. "Vogliamo creare un contro-discorso, mostrare che se l'Università è un luogo in cui circola il sapere, questo sapere per noi serve a prendere parte come strumento di liberazione, di lotta e costruzione di un mondo alternativo".
 
Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Ivan
Tags: Università, HOBO

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