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Hobo occupa i locali dell'ex facoltà di Agraria

Riappropriarsi dello spazio dell'università per progettare laboratori di produzione dei saperi comuni.


di redazione
Categorie: Movimento
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Una ventina di attivisti, studenti e ricercatori universitari hanno occupato i locali abbandonati dell'ex facoltà di Agraria in via Filippo Re. L'occupazione nasce da varie esperienze di collettivi militanti, tra gli occupanti anche giovani vicini a Bartleby.

E' stata ribattezzata «Hobo» la nuova "fabbrica" universitaria dei saperi comuni creata da militanti e studenti universitari di Bologna. Gli attivisti hanno occupato ieri i locali della dismessa Facoltà di Agraria in via Filippo Re e due piccole stanze in una palazzina collegata alle strutture abbandonate.
Immediata la reazione dell'Università, che in una nota spiega che per quella zona, dopo il trasloco di Agraria, l'ateneo e il Comune hanno avviato un progetto di recupero dell'intero comparto, prevedendo la demolizione delle serre e la costruzione di due edifici da destinare ad asilo aziendale e ad aule. L'Università ne ha inibito l'accesso a causa delle condizioni di assoluta precarietà e degrado.  Considerazioni diverse quelle fatte dal segretario di Sel Bologna, Luca Basile, secondo cui l'occupazione di Hobo sarebbe l'ennesima dimostrazione di quanto sia urgente il varo di una seria politica per gli spazi giovanili che veda schierati in primis Università e Comune.

Gli attivisti di Hobo confermano l'intenzione di restare negli spazi occupati e di organizzare delle iniziative. Iniziative che vogliono rendere pubblico l'abusivismo che va avanti da decenni: una risposta contro lo sgombero dello spazio autogestito di Bartleby e una lotta contro la gestione dell'Università di Bologna di Ivano Dionigi, che in quanto rettore è considerato tra i responsabili della crisi universitaria.
Nel manifesto culturale Hobo si definisce "lavoratore in lotta, No Tav, senza patria e senza Dio(nigi)".
Mettere l’area in sicurezza e organizzare dibatti e incontri per progettare un futuro per l’università maltrattata dalle riforme è il primo passo del nuovo collettivo.  "Coltivare conflitti dentro e contro l'università della crisi, - commenta Gigi Roggero del laboratorio dei saperi comuni Hobo, - creare uno spazio aperto e costituente per costruire lotte e autonomia dentro e contro le macerie delle università e della crisi", in collaborazione con tutte le altre realtà universitarie.

Già da oggi partiranno i primi progetti: alle ore 17 il primo percorso di autoformazione sulla militanza, "Dal movimento operaio a Occupy" con Sandro Mezzadra e Adelino Zanini. Intanto il collettivo si è adoperato per rendere utilizzabili le aule occupate. Ai ragazzi di Hobo è arrivata anche la solidarietà del Cua.

Leggi il comunicato di Hobo e i prossimi appuntamenti su Radio Onda d'Urto.

Morena Sarro

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