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Greenpeace, nuova azione contro le trivellazioni

La Rainbow Warriors in azione stamattina nel Mare Adriatico


di Francesco Ditaranto
Categorie: Ambiente
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La Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, è entrata questa mattina in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B. Uno striscione composto da 3600 luci a led progettato e costruito dall’equipaggio della nave, è stato acceso sul fianco della nave con il messaggio “No trivelle”.

Continua la campagna di Greepeace "Non è un paese per fossili" per denunciare ancora una volta "la follia delle trivellazioni off-shore nei mari italiani e chiedere al governo di puntare su efficienza e rinnovabili, abbandonando petrolio e carbone." si legge in una nota.

Questa mattina è toccato al medio-basso Adriatico, nelle acque davanti a Vasto. “Per estrarre poche gocce di petrolio - l’equivalente di pochi mesi di consumi - si rischia di compromettere in modo irreversibile l’ambiente, mettendo in ginocchio settori fondamentali per l’ economia locale, come turismo e pesca sostenibile. Gli impatti ambientali in caso di incidente in un mare chiuso come il Mediterraneo sarebbero devastanti. Il governo quali interessi vuole tutelare, quelli delle compagnie petrolifere o quelli delle comunità locali?” si domanda Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia, e ribadisce ai nostri microfoni Giorgia Monti, responsabile Campagne Mare dell'associazione.

E non manca una polemica con il premier Renzi, che ha definito "tre,quattro comitatini" le migliaia di persone che si oppongono alle trivellazioni e all'uso delle fonti fossili. Per Greenpeace “le parole pronunciate da Renzi nei giorni scorsi dimostrano poco rispetto nei confronti di chi paga le conseguenze dell’uso di fonti fossili e altrettanta poca lungimiranza. Per rilanciare davvero il nostro Paese occorre rottamare tutte le politiche fossili attuate fino ad oggi: bisogna smettere di privilegiare l’oro nero a discapito di quello che è il vero futuro dell’Italia: l’oro blu, il suo mare. Un bene inestimabile, che va preservato dai disastri e tutelato con politiche che ne garantiscano la salute, a beneficio delle comunità che su di esso si affacciano“.

Greenpeace, in occasione del tour “Non è un Paese per fossili”, ha lanciato una petizione online (http://www.greenpeace.org/italy/non-fossilizziamoci   ) per chiedere ai cittadini italiani di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili. In poche settimane la petizione ha già raccolto oltre 50 mila firme.


Ascolta l'intervista a Giorgia Monti

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