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Greenpeace contesta Enel

A Bologna un'azione di greenwashing contro il gigante dell'energia nazionale


di Filippo Piredda
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Questa mattina a Bologna gli attivisti di Greenpeace hanno messo in atto una protesta contro le politiche energetiche dell'Enel, che si trovava con un villaggio tecnologico itinerante, dal nome di "Enel 5.0", in piazza XX Settembre.

Sul pianale di un camion fermo davanti al museo interattivo, Adriano Bono, cantautore romano, accompagnato dal dj dei Torpedo Sound Machine Federico Camici e da Luca Guercio, tromba dei Meganoidi, ha eseguito live il brano "È nell'aria", con cui denuncia gli impatti ambientali, climatici e sanitari del carbone di Enel. Contemporaneamente, dall'ultimo piano di un edificio sulla piazza, è stato aperto uno striscione di oltre 70 metri quadri con la scritta "Enel killer del clima".

Due giorni fa cadeva l'anniversario del referendum che ha sancito la volontà popolare di non imbastire la nostra politica energetica sul nucleare. Da allora, l'Enel, società privata ma controllata dal Governo, ha incrementato la produzione di elettricità da centrali a carbone, obsolete e altamente inquinanti. Perché questa scelta? Lo abbiamo chiesto al direttore di Greenpeace Giuseppe Onufrio

 


Ascolta: Greenpeace contesta Enel: Onufrio

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