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Granarolo, nuovi blocchi dei facchini

Continua la protesta della logistica alla centrale del latte della nostra città.


di redazione
Categorie: Lavoro, Movimento
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Tir fermi da due giorni alla centrale del latte bolognese a causa della protesta organizzata dal sindacato S.I. Cobas. L'azienda parla di crisi giustifica così il mancato pagamento del salario e le detrazioni arrivate al 35%.

I facchini del sindacato Si Cobas stanno bloccando da due giorni il magazzino e l’entrata e l’uscita dei tir e si dicono pronti a portare avanti la protesta a oltranza.

Le ragioni della mobilitazione riguardano le detrazioni del 35% del salario dalle buste paga, giustificate dalla crisi dell'azienda, stessa ragione per cui gli stipendi sarebbe di base già bassi. Si parla di 700 euro per quaranta ore settimanali e di non applicazione del contratto nazionale, già contestato nella sua versione standard dal sindacato di base.

Davanti alla Granarolo un centinaio di lavoratori, tesserati S.I. Cobas e attivisti dei centri sociali. Gli stessi che avevano contestato nei mesi scorsi la TNT di Piacenza fuori dal polo logistico.

Granarolo ha sottolineato come non sia responsabile diretta delle assunzioni, che sarebbero a carico del consorzio SGB. L'azienda ha puntato il dito per i mancati pagamenti e le detrazioni nei confronti non solo del consorzio ma anche contro CTL, la cooperativa trasporto latte: Granarolo afferma di aver versato i finanziamenti destinati agli stipendi alla cooperativa che a sua volta pagherebbe SGB che si occupa dell'assunzioni dei lavoratori.

All'epoca delle prime agitazioni in marzo era stato raggiunto un accordo rigettato successivamente dalle parti sindacali che chiedono adesso il rientro dello stato di crisi e il rispetto del contratto nazionale.  Secondo i S.I. Cobas la crisi di Granarolo non arriverebbe ai livelli descritti dai vertici, visto che sono tre le cooperative che hanno in appalto i servizi che riguardano l'assunzione. Anche le coop però si sono dette in un periodo di crisi.

Intanto la protesta cominciata il primo maggio procede davanti ai cancelli: i manifestanti hanno lasciato passare soltanto i camion per i rifornimenti destinanti a due ospedali di Bologna, mentre tutte le altre merci rimarranno in blocco fino all'avvio di un nuovo tavolo di trattativa sulla vertenza dei lavoratori della logistica.


Ascolta l'intervista a Marco del Laboratorio Crash, presente al blocco della Granarolo

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