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Governo, Lo Giudice: "Elezioni anticipate scenario imminente"

L'intervista al senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Il senatore Sergio Lo Giudice

Il senatore Pd Sergio Lo Giudice ritiene un'ipotesi fondata e imminente il ritorno alle urne dopo il fallimento delle consultazioni di Bersani. Ma tutto dipende da cosa deciderà il Capo dello Stato. Ribadito il no ad un governo Pd-Pdl e anche ad un governo monocolore del M5S.

Questo pomeriggio Pierluigi Bersani si recherà dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per riferire il risultato del mandato esplorativo conferitogli per formare un governo. Bersani dirà che non è riuscito ad ottenere una maggioranza certa e il Capo dello Stato dovrà decidere quale strada intraprendere: se mandare Bersani davanti al Parlamento e vedere cosa succede o pensare una strada alternativa.
Quali sono, dunque, gli scenari possibili? Lo abbiamo chiesto al senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice.

Senatore Lo Giudice, secondo Lei cosa succederà adesso?
"La strada è diventata molto stretta. Molto dipenderà da cosa decide Napolitano, ma a questo punto mi sembra che lo scenario delle elezioni anticipate sia sempre più imminente.

Non è verosimile, dunque, la strada di un'alleanza, anche solo parlamentare, con il Pdl per una nuova legge elettorale?
"Per fare la legge elettorale o le riforme istituzionali che servono non importa avere un governo. Ma un conto è lavorare tutti insieme per fare, ad esempio, la legge elettorale, un'altra cosa è costruire una maggioranza politica di governo. Noi una maggioranza di governo assieme al Pdl non la faremo e si rassegni il M5S perché non è una possibilità in campo. I parlamentari grillini continuano a ragionare come se dovessero scegliere se stare in maggioranza o all'opposizione.
Una nuova legge elettorale, inoltre, serve a tutti, perché se si tornasse a votare con questa, che vinca il centrosinistra, che vinca il Pdl o che vinca il M5S, inevitabilmente ci ritroveremmo nella stessa situazione".

Il M5S, però, ha avanzato l'idea di far lavorare il parlamento senza governo.
"Se dovesse partire adesso un governo, comunque la libertà e il potere del parlamento sarebbe molto più ampio rispetto al passato, proprio perché non ci sarebbe una maggioranza così solida. Però pensare che il parlamento possa lavorare a lungo e in modo stabile senza un governo è, francamente, poco probabile.
Se il M5S ha altre idee per la testa e pensa ad altre cose, le dica, partecipi alla discussione abbandonando l'atteggiamento di considerarsi puro mentre tutti gli altri sono delinquenti".

Si riferisce all'idea di un governo monocolore dei grillini?
"È un'ipotesi francamente assurda, anche perché non ci sono i presupposti. Sia chiaro, in passato è successo che forzi politiche minori avessero la presidenza del Consiglio, ma questo è successo all'interno di una coalizione. Un governo monocolore, soprattutto quando i grillini continuano a sottrarsi alla discussione insultando gli avversari, è impossibile. Anzitutto perché sarebbe così instabile che non arriverebbe a Pasqua.
Avere un governo non serve ai partiti, ma serve al Paese, ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese, per avere nuovi strumenti per affrontare la crisi. L'atteggiamento del M5S rischia di portare il Paese alla rovina".


Ascolta l'intervista al senatore Sergio Lo Giudice
Tags: Politica, M5S, Grillo, Pd

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