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Giustizia precaria

Più di 100 tirocinanti senza sbocchi e cancellerie sotto organico.


di redazione
Categorie: Lavoro, Giustizia
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Dalle 11 di questa mattina hanno presidiato davanti al Palazzo della Regione i precari della giustizia. Rappresentavano i più di 112 tirocinanti che dal 2010 suppliscono alle carenze di organico nelle cancellerie e si vedono ora nell’incertezza. Alla Regione chiedono progettualità e di poter proseguire la formazione interrotta.

Nel 2010 era partito un concorso per la formazione di tirocinanti degli uffici giudiziari. Da allora più di 100 persone, provenienti da aziende in crisi o chiuse, hanno contribuito alla funzionalità di tribunali e cancellerie, perfezionando man mano le loro competenze. La Legge di Stabilità 2014 prevede lo stanziamento di 15 milioni per il proseguimento dei tirocini ma di questi ne sono stati sbloccati solo 7 e mezzo; da cinque mesi i lavoratori sono rimasti a casa, gli ammortizzatori sono terminati e i tirocini formativi non accennano a riprendere.

“Noi chiediamo alla Regione tre cose – spiega Alda Germani della segreteria regionale Cgil Funzione Pubblica – una, che si faccia tramite verso il governo perché vengano sbloccati gli ulteriori sette milioni e mezzo per il perfezionamento dei cosiddetti Tirocini Formativi. La prima tranche comporterà una cifra pari a 2300 euro lordi per tirocinante per 230 ore entro settembre; è chiaro che sia una cifra insufficiente a garantire la sopravvivenza, per questo come seconda cosa chiediamo un tavolo per l’individuazione di fondi per il sostegno al reddito di questi lavoratori”.

La terza richiesta riguarda la progettualità. E’ stato aperto recentemente un nuovo concorso per tirocinanti; se i sindacati non possono che condividere l’ingresso di nuovi occupati negli Uffici Giudiziari, che, a livello nazionale ma in questa regione soprattutto, presentano paurose carenze di organico, si dicono invece preoccupati per le prospettive dei vecchi, come dei nuovi, tirocinanti. Non esiste infatti un progetto che ne preveda l’inserimento lavorativo a pieno titolo e che garantisca l’effettiva spendibilità delle competenze acquisite.

“L’obbiettivo in questo momento – riassume Mario Durante della segreteria Cisl Funzione pubblica Bologna – è quello di avere i fondi necessari dal Ministero della giustizia perché il tirocinio possa proseguire e quello di ottenere un contratto a tempo determinato. L’obbiettivo finale è arrivare a fare dei concorsi perché questi diventino lavoratori a tempo indeterminato del ministero della giustizia”.

Pietro Gallina


Ascolta l'intervista ad Alda Germani e Mario Durante

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