Radio Città Fujiko»Notizie

Giungono anche in Italia i Cannabis Social Clubs

Il primo nasce in Salento. Un'associazione no profit per garantire ai malati un luogo in cui coltivare e utilizzare la cannabis di cui hanno bisogno.


di redazione
Categorie: Movimento, Società, Sanità
cannabis_social_club.jpg

ENCOD, una rete europea di oltre 350 organizzazioni e associazioni europee che si muovono nel campo delle droghe, il cui manifesto è stato sottoscritto nel 1996, lavora da tempo su un modello non mercantile di produzione e di distribuzione di cannabis per maggiorenni: il Cannabis Social Club (CSC).

I Cannabis Social Clubs sono associazioni senza scopo di lucro, che organizzano la coltivazione collettiva di una quantità molto limitata di cannabis, sufficiente a soddisfare i bisogni personali dei membri del club.
Lo scopo dei CSC è garantire la coltivazione e l'uso di cannabis per ragioni terapeutiche. Queste strutture sono composte da gruppi di cittadini adulti che, in condizioni di legalità, coltivano biologicamente cannabis per uso personale. I primi CSC sono stati istituiti in Francia, Spagna e Belgio e sono già operativi.

In Italia, il primo CSC è stato presentato a Racale in Salento lo scorso 29 gennaio, ideato dall'associazione LapianTIAMO. Questo primo tentativo nasce inizialmente per aiutare due malati di sclerosi multipla. Ma utilizzare la cannabis a scopo terapeutico è un obiettivo che accomuna moltissimi ammalati: per l'appunto ENCOD  fa appello ad una regolamentazione della cannabis ad uso terapeutico, contro una politica proibizionista immorale ed insana.

Il giornalista e storico attivista antiproibizionista Enrico Fletzer, sottolinea gli obiettivi e le ragioni dell'istituzione dei CSC: "Sfuggono alla logica mercantile, si tratta di un circuito chiuso. L'unico modo sensibile ed efficace per diminuire i problemi legati alle droghe e ridurre il crimine organizzato".
I CSC daranno inoltre sicurezza ai consumatori sulle sostanze utilizzate.  "La cura - ribadisce Fletzer - è una libertà soprattutto per persone in chemioterapia o affetti da AIDS". Studi internazionali evidenziano l'aspetto positivo ed efficace della regolamentazione delle sostanze come alternativa al proibizionismo puro. I CSC nascono così anche per informare e fare chiarezza sugli usi possibili e positivi della cannabis.

Il progetto è stato appoggiato anche da Mina Welby, Rita Bernardini, don Andrea Gallo, i Sud Sound System ed Eugenio Finardi.

Morena Sarro


Ascolta l'intervista a Enrico Fletzer, giornalista e storico attivista antiproibizionista

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]