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Giro d'Italia, "no allo 'sport washing' di Israele"

Le proteste di Bds Italia contro l'inizio del Giro d'Italia in Israele.


di Alessandro Canella
Categorie: Sport, Esteri
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Il presidio di Bds Bologna

"L'occupazione e l'apartheid israeliane non si cancellano con lo sport". Con questo slogan e con la campagna #CambiaGiro Bds Italia protesta contro la propaganda in favore del governo Netanyahu offerta dall'inizio del Giro d'Italia in Israele. Già 50 morti e 5mila feriti palestinesi nelle proteste pacifiche del venerdì.

Oggi il Giro d'Italia prende il via ma, contrariamente al nome della competizione ciclistica, la prima tappa sarà in Israele.
Dopo le critiche delle ong che testimoniano le violazioni dei diritti umani da parte del governo Netanyahu e dopo la condanna dell'Onu contro l'eccessivo uso della forza di Israele verso le proteste pacifiche dei palestinesi, a prendere parola oggi è il coordinamento Bds Italia (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), a cui l'iniziativa appare come una colossale operazione di propaganda e "sport washing" in favore dello Stato israeliano.
"Israele ha investito milioni di dollari in questa iniziativa per darsi un'immagine di 'normalità' - si legge in un comunicato - e per coprire le violazioni di diritti umani e legalità internazionale".

"L'apartheid e l'occupazione israeliane non si cancellano con lo sport" recitano i volantini del presidio bolognese, che questa mattina ha spiegato le proprie ragioni durante una conferenza stampa in piazza Nettuno.
#CambiaGiro è l'hashtag scelto per le iniziative che si tengono in diverse città d'Italia e che contestano tutte la pubblicità offerta dal Giro d'Italia all'estrema destra che compone il governo italiano.
"Dall'inizio delle proteste del venerdì - osserva ai nostri microfoni Raffaele Spiga di Bds Bologna - sono già 50 i morti e 5mila i feriti tra i palestinesi che protestavano pacificamente, soprattutto a Gaza, per la violazione dei diritti umani da parte di Israele".
L'Israel Cycling Academy, la squadra ciclistica israeliana, inoltre, è stata iscritta al Giro, anche se partecipa a gare nelle colonie illegali israeliane, contravvenendo al codice etico dell'Unione Ciclistica Internazionale.

Del resto, la decisione unilaterale degli Stati Uniti di spostare la propria ambasciata a Gerusalemme, riconoscendola capitale di Israele, non ha certo aiutato la già remota soluzione del conflitto israelo-palestinese. La scelta diventerà operativa verso metà maggio e la tensione è destinata a salire.
Indirettamente, secondo Bds, il Giro d'Italia appoggia la scelta trumpiana e l'annessione illegale di Gerusalemme est.
Le proteste italiane avranno luogo durante il Giro, da oggi al 27 maggio. In Emilia Romagna saranno il 17 e 18 maggio, giornate in cui la competizione attraversa la regione, i momenti clou della contestazione.

ASCOLTA L'INTERVISTA A RAFFAELE SPIGA:

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