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Giornata dell'Infanzia, in Italia c'è poco da festeggiare

L'Atlante di Save The Children nella Giornata Internazionale per i diritti dell'Infanzia.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione, Economia
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Nella Giornata Internazionale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, i bimbi italiani hanno poco da festeggiare. Nell'Atlante di Save The Children emerge come la deprivazione economica ed educativa di sempre più minori ipotechi il loro futuro. In Emilia Romagna va meglio. A Bologna 350 euro spesi procapite, a Vibo Valentia 8 euro.

Il 20 novembre si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ma i bambini italiani hanno poco da festeggiare. In questa data si ricorda l'approvazione della convenzione Onu sui diritti dei più piccoli, ma per tanti, troppi minori rimangono solo buoni propositi scritti in un documento.
È questo, ad esempio, che si evince dal 6° Atlante dell'Infanzia presentato da Save The Children, intitolato "Bambini senza. Origini e coordinate delle povertà minorili".

Duecento pagine di analisi che riportano dati non molto confortanti, in cui la parola chiave è "deprivazione".
Nel nostro Paese, infatti, un bambino su 20 non può contare su due paia di scarpe l’anno e non riceve un pasto proteico al giorno. Quasi il 10% vive in famiglie che non possono permettersi di festeggiare il suo compleanno, comprargli abiti nuovi, libri non scolastici, mandarlo in gita con la classe.
E ancora: 1 su 6 non può frequentare corsi extrascolastici, come quelli sportivi o musicali e quasi un terzo non può fare una settimana di vacanza lontano da casa.

Se si guarda alla scuola, le cose non vanno meglio. Il tempo pieno alle elementari è inaccessibile per il 70% dei bambini e nel 40% degli istituti scolastici manca il servizio di refezione.
La deprivazione e la vita difficile hanno, ovviamente, ripercussioni anche sulle performance scolastiche. L'assenza di prospettive, inoltre, spesso porta, man mano che cresce l'età, a veri e propri esodi dai luoghi di nascita. Sono infatti oltre 500.000 i giovani (15-29 anni) che hanno deciso di trasferirsi al Nord per trovare lavoro e condizioni di vita migliori.

Se si traducono le percentuali in numeri, si parla di centinaia di migliaia di minori deprivati di una vita dignitosa e delle opportunità per sviluppare i propri talenti, anche a causa della crescente illegalità di cui sono vittime dirette e indirette. Sono almeno 85 i bambini e gli adolescenti incolpevoli uccisi dalle mafie dal 1896 ad oggi e molti di più coloro che hanno assistito all’uccisione di familiari, ritrovatisi orfani o adescati e arruolati giovanissimi nelle file della criminalità organizzata.

La violenza, però, non è solo quella della criminalità organizzata. L'Atlante documenta il clima di violenza nel quale crescono troppi bambini, che li condiziona anche nel rapporto con la città e con le relazioni (di qui il bullismo e la discriminazione) e nella vita in casa. Sono circa 400 mila i minori vittime di violenza assistita dentro le pareti domestiche.

La politica, fino a questo momento, non ha fatto nulla. "Non c'è mai stato un provvedimento organico che affronti il problema della povertà minorile - spiega ai nostri microfoni Raffaela Milani, direttrice del Programma Europa ed Italia di Save The Children - Nella Legge di Stabilità in discussione è prevista una misura che per la prima volta interviene in questo senso. I fondi ipotizzati sono ancora pochi, ma almeno il tema è entrato nell'agenda politica".
L'organizzazione guarda con interesse anche ad un'altra misura, un fondo per la povertà educativa che verrebbe finanziato dalle fondazioni bancarie. Si attende però di capire se avrà un seguito.

Non in tutta Italia, però, la situazione è uguale. L'Emilia Romagna ha una situazione migliore rispetto alle altre regioni. "A Bologna la spesa pubblica procapite per l'infanzia è di 350 euro - osserva Milano - mentre a Vibo Valentia è di appena 8 euro". Ciò non basti agli amministratori locali, però, perché per Save The Children siamo ancora lontani dagli standard europei e c'è bisogno di uniformare gli interventi delle diverse province della regione.


Ascolta l'intervista a Raffaela Milano

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