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Giordania, al sangue si risponde con altro sangue

Giustiziati due prigiornieri per rispondere all'uccisione del pilota di Amman


di redazione
Categorie: Esteri
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Dopo la diffusione del video del pilota giordano arso vivo dall'Isis, Amman ha risposto con l'uccisione di una donna e di un uomo affiliati allo stato islamico. Al momento l'opinione pubblica appoggia la scelta del re Abdallah, anche se qui l'islamismo radicale ha un forte peso nelle vicende politiche.

La Giordania, dopo la notizia del suo pilota arso viso dai militanti dell'Isis, reagisce giustiziando un uomo ed una donna. Si tratta di Ziad Karbuli, un responsabile di Al Qaida, e di Sajida al Rishawi, l'attentatrice kamikaze irachena che era stata chiesta dall'Isis per uno scambio di prigionieri con il pilota Maaz al-Kasasibah.

La diffusione del video dell'uccisione di al Kasasbeh, reso pubblico qualche ora fa anche se il fatto sembra essere avvenuto il 3 gennaio, ha scatenato una reazione apparentemente contraria allo stato islamico in gran parte della popolazione giordana. Uno sdegno generale che ha portato il governo di re Abdallah ad intervenire subito, spargendo altro sangue, e annunciando un' ulteriore serie di condanne a morte nei confronti di altri esponenti dell'Isis presenti in patria. "Bisogna vedere - spiega MIchele Giorgio corrispondente de "Il Manifesto" - quali saranno le reazioni alle scelte delle autorità giordane. Da una parte ci sarà chi sarà d'accordo, mentre dall'altra ci sarà pure chi giudicherà questa decisione troppo eccessiva". Una presa di posizione, infatti, che potrebbe avere un effetto boomerang sulla Giordania e sul governo di re Abdallah, intenzionato ad aderire alla coalizione internazionale, guidata dagli Stati Uniti contro l'Isis.
"Non bisgona dimenticare però - contiua il giornalista - che, prima dell'uccisione del pilota, in Giordania era in corso un dibattito all'interno della società civile in cui parte della popolazione si riteneva contraria alla partecipazione del proprio territorio alla coalizione contro lo stato islamico. Bisognerà dunque aspettare ancora un po' per vedere se ci sarà un movimento di consenso ad un' azione militare con gli Stati Uniti, o se invece crescerà la contestazione interna alla monarchia di re Abdallah".
Tra i vari miliziani che scelgono di entrare nell'Isis, figurano anche moltissimi giordani che vivono in un paese in cui l'islamismo, seppure nella sua forma meno radicale e soprattutto nelle zone periferiche e meridionali, ha un peso notevole nelle vicende politiche. Ci sono delle zone, racconta Michele Giorgio, che da sempre sono state una spina nel fianco della monachia e che hanno continuato a contestare la sua politica attraverso una serie di sommosse generali, dietro le quali si nascondeva sempre l'slamismo radicale.
Al momento però tra l'opinione pubblica gordana sembra prevalere la linea più dura della monarchia, ma bisognerà vedere che cosa accadrà, conclude il giornalista, e se la decisione presa dal re non finirà per ritorcersi contro.
Francesca Candioli

Ascolta l'intervista al giornalista Michele Giorgio

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