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Garibaldi2, "sgomberati da case su cui paghiamo il mutuo"

Le forze dell'ordine hanno cacciato dalle proprie case un'ottantina di persone.


di redazione
Categorie: Casa
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In mattinata la seconda fase dello sgombero del Garibaldi2 di Calderara di Reno. Sgb accusa la sindaca Priolo di costringere le persone alla difficoltà per accettare qualsiasi soluzione. Nessuno era occupante: gli appartamenti erano di proprietà o in affitto. Per il sindacato il Comune ha decretato l'inidoneità igienico-sanitaria nonostante per primo non abbia mai adeguato la struttura. Alle 18 un incontro in Prefettura.

Si è svolta questa mattina, con alcuni momenti di tensione, la seconda fase dello sgombero del "Garibaldi2", il complesso residenziale di Calderara di Reno che, per la giunta guidata da Irene Priolo, non aveva più l'idoneità igienico sanitaria. Uno sgombero anomalo perché gli abitanti non erano occupanti, ma inquilini che pagavano l'affitto o addirittura proprietari degli appartamenti, con tanto di mutui accesi.
Una vicenda lunga e complessa, cominciata nel 1976 con la costruzione del complesso residenziale, originariamente pensato con funzionalità alberghiere, successivamente lasciato all'incuria per lunghi anni e, recentemente, riabitato e riqualificato, al punto che il valore degli immobili è salito.

"Nel 2003 - racconta Giorgio Simbola del sindacato Sgb, che è al fianco degli sgomberati - l'Amministrazione comunale decide di ristrutturare tutto il Garibaldi2. Ma nel dicembre 2014, invece, decide che un pezzo del complesso residenziale non dovrà essere ristrutturato ma demolito. Nel giro di tre mesi, inoltre, il Comune sancisce l'inidoneità igienico sanitaria dello stabile, nonostante fosse proprietario di metà di quegli appartamenti".
Cominciano così le procedure di esproprio, con l'idea di trasformare quel terreno in un'area verde o impianti sportivi. Fino ad arrivare ad oggi, seconda giornata di sgombero per un'ottantina di persone (una cinquantina quelle sgomberate in agosto).

"Quello che il Comune propone - osserva Simbola - è inaccettabile. I proprietari vengono lasciati soli ad affrontare le banche per i mutui, dando loro un modulo in cui si dice che i risarcimenti verranno liquidati solo previa liberatoria degli istituti di credito e che comunque non coprono nemmeno metà del valore, e si propone loro di andare in affitto a 5-600 euro".
Sgb, dunque, accusa Priolo di mettere le persone in una difficoltà tale da dover accettare qualunque soluzione e vanificando i sacrifici di una vita per acquistare gli immobili.

Se è vero, come si legge nella relazione di inidoneità igienico-sanitaria, che gli appartamenti avevano bagni senza finestra o corridoi difficilmente controllabili, anche a causa dell'originario uso dello stabile, nemmeno l'Amministrazione - sottolinea il sindacato di base - ha mai adeguato gli spazi di sua proprietà, anzi: è stata lei a trasformarli in condominio. Oltretutto, con la promessa della ristrutturazione, ha indotto le persone a ritardare gli eventuali adeguamenti.

Dal 25 agosto, prima giornata di sgomberi, gli sfrattati e Sgb si sono accampati in piazza Marconi a Calderara, chiedendo un incontro con la sindaca che - riporta Simbola - ha sempre rifiutato perché non riconosce il sindacato. Venerdì scorso, in un incontro, il viceprefetto si è impegnato per aprire un tavolo alla presenza anche di Priolo, ma quest'ultima, secondo la ricostruzione di Sgb, si è sempre sottratta.
Alle 18 di oggi i proprietari e inquilini sgomberati torneranno in Prefettura, ma non potranno confrontarsi direttamente con la sindaca, perché gli incontri saranno separati.


Ascolta l'intervista a Giorgio Simbola

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