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Fine del Piano Freddo, fine del problema?

Il 31 marzo scade il Piano Freddo e circa 300 persone rischiano di dormire per strada.


di redazione
Categorie: Migranti
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Questa mattina migranti in presidio sotto Palazzo d'Accursio per chiedere una sistemazione alternativa con la fine del Piano Freddo. 300 persone rischiano di finire per strada. Intanto, per giovedì è prevista una manifestazione per evidenziare questa condizione e denunciare le politiche europee di accoglienza. 

L’arrivo della bella stagione non è positivo per tutti, in particolare per coloro, migranti e senza fissa dimora, che, grazie al Piano Freddo, trovavano accoglienza nel capoluogo emiliano-romagnolo. Il Piano Freddo, che ha preso il via il 1 dicembre del 2016, ha messo a disposizione circa 278 posti suddivisi in 12 strutture per dare riparo a chi è costretto a dormire per strada. Se sotto le Due Torri è stato potenziato rispetto agli anni passati a causa dell’aumento dei flussi migratori, d’altra parte il 31 marzo, data di scadenza del piano, è dietro l’angolo e il problema per chi non ha un alloggio si ripresenta.

Sono circa 300 le persone, racconta Lancine Sangare della Costa d’Avorio, che rischiano di trovarsi per strada in una situazione di massima vulnerabilità. Nella fattispecie, complicata è la situazione dei migranti che hanno fatto richiesta alla Prefettura per rientrare nei centri d’accoglienza e sono in attesa di risposte da mesi. Si tratta di persone che a causa dell’accordo di Dublino sono state identificate e costrette a rimanere in Italia. La condizione di precarietà è massima e riguarda circa l’80% dei migranti che è in attesa di un responso della commissione territoriale, motivo per cui non hanno documenti. La commissione dovrebbe, secondo quanto stabilito dalla legge, rispondere entro 30 giorni, ma i tempi attuali superano abbondantemente l'anno.

La novità di quest’anno è che la maggior parte delle persone che sono nei dormitori sono migranti, in particolare richiedenti asilo. “Ciò significa che per legge dovrebbero essere inseriti nel percorso dell’accoglienza - spiega ai nostri microfoni Roberta Ferrari del Coordinamento migranti - ma non lo sono”. Attraverso il Piano Freddo Palazzo d’Accursio ha cercato di risolvere la questione dell’accoglienza, sebbene con l’arrivo del primo caldo il problema ritorni in tutta la sua portata. Di fatto la questione accoglienza non riguarda solo Bologna, ma tutto il paese come dimostrano i numeri. “Solo nel 2016 meno del 5% ha ottenuto lo status di rifugiato, è possibile che altri ottengano la protezione umanitaria (per due anni ndr.) che però prevede molte meno tutele. Molti sono, invece, i dinieghi che portano a una condizione di semi-clandestinità”.

Oltre il danno, la beffa verrebbe da dire. La richiesta dei migranti in presidio questa mattina sotto Palazzo d’Accursio è quella di trovare una sistemazione per tutte quelle persone che hanno diritto all’accoglienza. Inoltre per giovedì è prevista una manifestazione per chiedere al Comune una soluzione alla chiusura dei dormitori, ma soprattutto per inserire questo problema nel quadro generale delle politiche attuate dal sistema europeo in tema di accoglienza. 


Ascolta le interviste a Roberta Ferrari e Lancine Sangare

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