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Fertility Day vs Fertility Why? della Favolosa Coalizione

L'iniziativa di femministe ed lgbtq contro il Piano della Fertilità del governo.


di Alessandro Canella
Categorie: Glbtq, Donne
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Il 22 settembre - giorno del Fertility Day del Ministero della Salute, che tanto sdegno ha provocato con la campagna fascistoide - la Favolosa Coalizione dà vita al Fertility Why, una risposta che mette al centro l'autodeterminazione delle persone. Alle 17 un presidio in piazza Ravegnana.

La campagna pubblicitaria fascistoide con cui il Ministero della Salute, gestito da Beatrice Lorenzin, ha annunciato il Fertility Day del 22 settembre ha già destato unanime indignazione. I toni dei messaggi pubblicitari, volti a colpevolizzare chi non fa figli o non li fa nell'età giusta e a sostenere che fare figli è una sorta di dovere nei confronti della nazione, hanno portato a un coro unanime di sdegno, al punto che il Ministero ha ritirato la campagna.
Lo stesso Comune di Bologna, che aveva aderito all'iniziativa, ha annullato il "Fertility Village"  che doveva essere allestito in piazza Maggiore e ha mantenuto solo un convegno scientifico.

La campagna pubblicitaria, però, era perfettamente in linea col Piano nazionale della Fertilità, altrettanto abberrante, dove si sostiene - tra l'altro - che "la società ha scortato le donne fuori di casa, aprendo loro le porte nel mondo del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili, che hanno comportato anche un allontanamento dal desiderio stesso di maternità".
Una concezione, insomma, che è a tutti gli effetti patriarcale e fondamentalista e vorrebbe le donne bianche ed eterosessuali come "uteri per la nazione". Non a caso la fertilità è stata definita dal Ministero "bene comune".

Nello stesso giorno dell'iniziativa, il 22 settembre, la Favolosa Coalizione di Bologna, composta da femministe e attiviste e attivisti lgbtq, darà vita al Fertility Why?, una risposta e una contromanifestazione, che si traduce in un presidio dalle 17.00 in piazza di Porta Ravegnana.
"Sarà un presidio comunicativo e ludico - spiega ai nostri microfoni Angela - in cui cercheremo di dialogare anche con le persone per chiedere loro i motivi per cui si sono indignate per il Fertility Day".

Nel documento di lancio del presidio, inoltre, la Favolosa Coalizione mette nero su bianco i motivi per opporsi al Fertility Day: insulta le persone, in particolare quelle che hanno scelto di non avere figli, che non possono averne o alle quali è capitato di non farne; promuove un modello di vita obbligatoriamente eterosessuale; veicola il messaggio che fare figli sia una sorta di dovere verso lo Stato e la società, una necessità per tenere in piedi il sistema di welfare, e cerca di farci credere che se il welfare cade a pezzi la colpa è nostra e non delle politiche di austerity e del capitalismo; drammatizza la preoccupazione medica per i problemi di fertilità, cercando di farla passare per una questione scientifica neutra quando in realtà ha scopi chiaramente politici.

Oltre che misogino, il messaggio del Ministero è anche razzista. "Le proiezione dell'Onu dicono che il calo delle nascite è un problema europeo - sottolinea l'attivista - Non è un problema, ad esempio, dell'Africa. Non è un caso, quindi, che esca in questa fase storica, dove viviamo ondate migratorie per le quali i governi non si preoccupano nemmeno di soccorrere i migranti in mare".
Per Favolosa Coalizione, inoltre, fare figli risponde al disegno di smantellare ulteriormente il welfare pubblico, in modo da avere caregiver, famigliari che si occupino dei propri anziani per sollevare lo Stato dall'assistenza. Nessuna parola, invece, per i servizi che mancano, come asili e ospedali, per chi già ha scelto di fare figli.

"In un paese in cui più del 70% del personale medico si rifiuta di praticare interruzioni volontarie di gravidanza con la scusa dell'obiezione di coscienza - conclude il comunicato - in cui si multano fino a 10mila euro le donne che abortiscono fuori da un ospedale pubblico, in cui la legge esclude i/le single e le persone omosessuali dall'adozione e dalla fecondazione assistita, continuiamo a lottare per l'autodeterminazione delle scelte riproduttive e affettive, continuiamo a costruire relazioni di affetto, intimità e supporto oltre la famiglia nucleare e a godere di tutti piaceri di cui i nostri corpi sono capaci".


Ascolta l'intervista ad Angela

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