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"Fenêtres" in scena a VIE Festival: una sorpresa a ogni frammento

In Scena al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola un lavoro dell'acrobata, danzatore, attore Mathurin Bolze ispirato a Il barone rampante di Calvino


di Polverone Magico
Categorie: Teatro
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Fenêtres è circo, è danza, è teatro, è musica tutto insieme e tutto agito da un solo performer sulla scena, il giovane Karim Messaoudi che reinterpreta in prima assoluta, al Fabbri di Vignola, uno dei più famosi lavori di Mathurin Bolze figura di spicco del teatro circo contemporaneo.

Mathurin Bolze nel 2015 decide di riprendere in mano Fenêtres, creazione del 2002, trasmettendola al giovane Karim Messaoudi da poco entrato nella sua compagnia Les mains les pieds et la tête aussi  e lo sceglie anche come compagno nella nuova produzione Barons perchès che debutterà domenica 18 alle ore 19: 30 sempre al Teatro Fabbri.

Lo spettacolo è nutrito dall' immaginario de Il barone rampante di Italo Calvino in cui il protagonista Cosimo si trasferisce a vivere in una casa su un albero con tante finestre aperte sul mondo circostante. Gli spettatori attorniano la scenografia che rappresenta una casa con tante finestre, piena di strane lampade, con una porta sospesa in alto su una partete, come nel famoso film di Buster Keaton One week, in cui la porta di una casa in scatola, a causa di un crudele scherzo, è raggiungibile solo tramite una scala.

Messaoudi entra in scena a sorpresa da questa porta sospesa e da quel momento, per i restanti 55 minuti di performance, è tutto un continuum di inattese situazioni, a cominciare dalla scoperta che, la casa, al posto del pavimento, ha una superficie elastica che consente evoluzioni e cadute, incredibili salti e scalate delle pareti come nel parkour.

  Ogni sequenza della pièces comporta un cambio di prospettiva dal quale il performer guarda l'interno e l'esterno della sua casa e di conseguenza un cambio di regole rispetto alla consueta visione teatrale, visto che gli spettatori guardano, di là dalla scena, altri spettatori e non c'è nessuna finzione di quarta parete, bensì continui appelli al pubblico da parte del danzatore- acrobata.

Giochi con la luce, giochi con diversi materiali che letteralmente saltano fuori dalla scenografia man mano che Karim sale più in alto. Ogni materiale produce un suono, provoca effetti sull'azione del saltare e del ricadere. Ora  è un enorme telone bianco, forse un lenzuolo o un paracadute, a svolazzare e frusciare insieme al giovane artista durante le gioiose evoluzioni sul tappeto elastico, ora è un cartone ondulato accartocciato e ritorto nervosamente con scatti quasi rabbiosi; poi è la volta di una lamina di metallo a produrre vibrazioni sonoramente differenti, a seconda dell'intensità dei salti. 

Efficaci gli improvvisi silenzi da cui emergono talora voci registrate che ripetono le parole che compongono il nome della compagnia "Les mains les pieds et la tête aussi". D'un tratto è Karim a parlare "E' difficile, i piedi" ripete, "è difficile, le mani". Sì, è difficile usare espressivamente mani e piedi e con essi volteggiare sempre più in alto raccontando una storia che parla anche di solitudine, mancanza di speranza, disperazione: quegli stati d'animo che fanno precipirae giù, perdere l'equilibrio e cadere. Ma la storia narrata è anche di gioia e di gioco e Karim gioca, come può giocare un bambini che trova un cappello di pelo e sente uno strano suono prodotto da un oggetto casalingo che somiglia al verso di un uccello e tac, si diventa uccello.

I fremmenti di cui si compone la performance sono perfettamente concatenati tra loro, se pur mossi dalla logica del rovesciamento delle convenzioni, verso la creazione di una realtà alternativa, in cui nulla è come dovrebbe essere: la sedia ha lo schienale in direzione del pavimento e i piedi incollati alla partete verticale; tuttavia risulta completamente accettabile la seduta a mezz'aria come anche che per bere si possa saltare col bicchiere in mano fino a che, l'acqua, ricadendo per la forza di gravità verso il basso, entri esattamente nella bocca del danzatore in elevazione. L'alternarsi di momenti di tensione e rilassamento, segnati anche dai differenti tappeti sonori, rispecchiano il nucleo centrale dell' azione scenica che è nella caduta e nell'elevazione, consentita dal tappeto elastico, in aperta sfida della gravità.

L'acrobazia, la giocoleria, la danza, non sono che elementi di un grande meccanismo d'azione scenica in cui il corpo e il movimento producono anche suoni e fanno suonare la casa: suonano le pareti graffiate, suonano i tubi cavi di una mensola, producono suoni gli strumenti giocattolo disseminati nell'ambiente insieme ad armoniche, ocarine, piatti di batterie.

"Venite, venite, conoscente casa mia". Ci invita, Karim, nel suo mondo. Ormai, quel piccolo mondo lo conosciamo bene, ne seguiamo le regole, potremmo giocare anche noi ad entrare e uscire da porte sopraelevate e potremmo perfino raggiungerlo sul tetto ad ascoltare musica araba. Ma il gioco è finito, Karim esce di scena.

Magica performance, inusuale quanto sorprendente. Chi si fosse perso le due repliche a Vignola, potrà seguire la tournè di Fenêtres a Milano al Franco Parenti il prossimo 21 e 22 ottobre, domenca 18 intanto sarà possibile incontrare Bolze insieme a Karim Messaoudi nel Barons perchés ancora al Teatro Fabbri.

17/10/2015 Simona Sagone

 

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