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Export, la guerra fredda del cibo tra Russia ed Occidente

Le conseguenze delle tensioni internazionali tra Occidente e Russia.


di redazione
Categorie: Politica, Economia
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La Russia aveva annunciato, come ritorsione alle sanzioni per la questione ucraina, il blocco alle importazioni di cibi provenienti da Europa e Stati Uniti e mantiene fede all'annuncio. Coldiretti denuncia i primi carichi bloccati da Modena e Ferrara e calcola centinaia di milioni di euro di danni.

La guerra fredda del cibo. Quello del Cremlino non era solo un annuncio: la volontà di Mosca di reagire alle sanzioni occidentali per la gestione della crisi ucraina, con il blocco delle importazioni di cibi provenienti da Stati Uniti, Europa, Australia, Norvegia e Canada è già una realtà e rischia di penalizzare quei Paesi - come l'Italia - per cui l'export è una delle poche ancore di salvezza.
A dare dimostrazione che la Russia fa sul serio è Coldiretti, che fa sapere è già avvenuta la rescissione dei contratti di due cooperative ortofrutticole, una di Modena e una di Ferrara, per l’esportazione di frutta nell’ex impero sovietico, a poche ore dall’approvazione dell'elenco dei prodotti banditi da parte del Consiglio dei Ministri, dopo che il presidente Vladimir Putin aveva firmato il decreto.

L'Italia sembra essere uno dei Paesi più penalizzati, dal momento che le esportazioni di prodotti agroalimentari in Russia, nonostante le tensioni, erano aumentate dell’1% nel primo quadrimestre del 2014, dopo che lo scorso anno avevano raggiunto la cifra record di 706 milioni di euro messi ora a rischio dall’annuncio di sanzioni.
"A rischio - precisa Coldiretti - ci sono spedizioni di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro e pasta per un valore di almeno 50 milioni di euro".

Ai danni diretti per il Made in Italy agroalimentare stimabili dalla Coldiretti in centinaia di milioni di euro all’anno si sommano quelli indiretti con l’Italia che potrebbe diventare mercato di sbocco di quei prodotti comunitari ed extracomunitari ora rifiutati dalla Russia.
"Siamo di fronte ad una preoccupante escalation dello scontro con una guerra commerciale che conferma la strategicità del cibo soprattutto nei periodi di recessione economica - afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - la Russia colpisce l’agroalimentare perché sa che è un elemento di crescita per l’Unione Europea in un momento di stagnazione". Lo dimostra il fatto - conclude Moncalvo - che le esportazioni agroalimentari Made in Italy nonostante la crisi sono cresciute del 5% nel 2013 raggiungendo il valore record di 34 miliardi di euro.

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