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Paolo Villaggio, il linguaggio, la coscienza, il vero e unico eroe e antieroe.

Ci lascia il personaggio che meglio ha incarnato e anticipato i nostri mostruosi tempi.


di William Piana
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Il Professor Kranz, Giandomenico Fracchia, Fantozzi Rag. Ugo, e tanti altri personaggi. Un mondo, il nostro mondo "mostruosamente" perverso e opprimente, servile, ma sempre con una voglia di riscatto. Chi non si è mai sentito Fantozzi, non sa cosa si è perso.

Cinico, sinceramente cinico, non come quelli che quando li critichi la risposta è "si, ma devi contestualizzare", no lui era così e basta, forse è per quello che non riceverà mai il giusto riconoscimento di immenso intellettuale e talento naturale infinito, che merita, ma va bene così noi che lo abbiamo amato sappiamo quello che vale, eccome!

La coscienza, come la analizzava un Dostoevskj, seppure in maniera più ironica che introspettiva, allo stesso modo la denuncia sociale di un Pasolini e la fisicità di Chaplin, ecco i personaggi di Paolo Villaggio, sento gia le risatine di snob da cineteca in sottofondo, peccato perchè chi non l'ha vissuto ha perso tantissimo, oltre che citarlo, impararlo a memoria, amarlo, riconoscersi in questo suo e nostro "mostruoso" mondo, era veramente una seduta di analisi e autoanalisi che Paolo Villagio ci offriva ogni volta.

Chi non si è mai sentito Fracchia o Fantozzi, non può capire, bisogna essere "perdenti" con orgoglio, forse servili o vili, perchè, come dice Julian Barnes "ci vuole coraggio a essere vigliacchi", perchè in fondo siamo noi, intanto che ipocrisia e vera infamia si nascondono, a tirare un mattone contro la megaditta, a urlare "è una cagata pazzesca...", a sconfiggere un potente, ridendogli in faccia, ad amare una donna al di là della quotidianità, a consolare i più deboli, a essere perennemente innamorati di un falso ideologico, a essere altruisti.

Dal Dottor Kranz, il surreale cammellino di peluches, al piccolo schermo con Giandomenico Fracchia, alla Belva Umana (non mi vergogno a dire che è il film che ho visto più volte), infine ai primi quattro immensi "Fantozzi", passando per piccoli camei come "Pappa e Ciccia", o "Sogni mostruosamente proibiti" (u Carcamagnu) vicino a Paolo Villaggio anche un guitto incapace che nei miserrimi anni 80 ottenne il successo dicendo "quella macchina qua devi metterla la...."  diventa, come per magia un Buster Keaton. Per quello dico "altruista" vicino a lui tutto diventa magia... Giuseppe Anatrelli, il terribile "Calboni", Ugo Bologna, il già fenomenale Gigi Reder farà gridare al miracolo nella commovente interpretazione della "Madre della Belva" una matrona sicula, eternamente innamorata di questo sciagurato figlio... (il figlio di puttena ovviamente... ahahaha, citazione dal capolavoro Fracchia la Belva Umana; lo dirà il commissario Auricchio, Lino Banfi).

Chi ha naturalmente interpretato e vissuto la sua arte, conosce l'ingiustizia e la deride, e mi permetto di concludere questo fantozziano "non - articolo" dicendo che non mi mancherà, non mi mancherà mai, perchè vivrà sempre con me, e con chi lo ha spontaneamente capito, interpretato, imitato nella "normale" mostruosa quotidinità.

Grazie Ragioniere,mi raccomando tenete uno scoteces anche per me, ci conto.

                              William Piana


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