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Longhi: «C’è la necessità di guardare il teatro come valore pubblico, come un bene comune di cui prendersi cura»

Claudio Longhi è il nuovo direttore di ERT, nominato all’unanimità dal Cda della Fondazione, rimarrà in carica fino al 2020. 


di redazione
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ERT Fondazione con il 2017 festeggia i suoi 40 anni di attività e passa la direzione da Pietro Valenti (in carica dal 1994) a Claudio Longhi. Si apre così una nuova e ricca fase di lavoro, incentrata sul dialogo con il territorio, il confronto con la scena nazionale e il rapporto con il teatro internazionale europeo. 

Ieri, 4 Gennaio 2017, si è tenuta presso la sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore di ERT Fondazione, Claudio Longhi, regista teatrale, coordinatore del corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica e del Teatro e docente di Storia della regia e Istituzioni di regia all’Università di Bologna. Il Cda di ERT ha nominato Longhi all’unanimità, a seguito di un bando pubblico europeo. La prima fase di selezione si concluse annunciando una rosa di 11 candidati (dai 44 iniziali), valutati sull’elaborazione di un progetto di lavoro triennale, comprensivo di piano di fattibilità economica. Il Cda, con la consulenza di esperti del settore, il 20 settembre 2016 ha designato Claudio Longhi nuovo direttore di ERT Fondazione per il quadriennio 2017-2020.
«Per la qualità, il profilo e lo spessore della persona» ha dichiarato Giuliano Barbolini, presidente di ERT Fondazione «Longhi poteva essere tranquillamente considerato tra i papabili anche a prescindere dal percorso di selezione. Il fatto che sia stato riconosciuto come la persona a cui affidare questa responsabilità, anche dopo le diverse fasi previste dal bando, è un elemento di qualificazione ulteriore della sua designazione, di garanzia e di fiducia da parte nostra».
Non solo Barbolini, ma tutti i presenti alla conferenza hanno mostrato grande convinzione  nella scelta di Longhi come direttore della Fondazione, compreso l’assessore alla cultura Massimo Mezzetti, che ripone in Longhi piena fiducia per la crescita della produzione culturale della regione.

Il piano di lavoro del neodirettore si caratterizza come ricco di sfide e di progettualità ed è incentrato sull’idea di un teatro pubblico che non sia mero servizio, bensì un valore pubblico; in altre parole un teatro visto come bene comune da tutelare: «E’ necessario impegnarsi per il pieno riconoscimento del teatro come attività culturale» ha sottolineato Longhi «cosa che nella nostra società non è così forte perché in fondo, una dimensione ludica e disimpegnata del teatro continua a rimanere un dato costante e ricorrente».
Alla base dell’operato di Longhi come regista, come docente ed ora come direttore di ERT, c’è una profonda riflessione sulla necessità del teatro per l’uomo, che, in termini antropologici, nasce dal bisogno di auto rappresentazione, per riflettere sul presente e le sue contraddizioni. A tal proposito Longhi ama citare Shakeaspere quando paragona il teatro ad uno specchio che «si regge al secolo per mostrare al presente la sua effige».
Nell’obiettivo di rinsaldare il rapporto con la comunità e avvicinare gli spettatori alla scena contemporanea e alle questioni che essa porta con sé, il neodirettore punterà sulla formazione dello spettatore, in particolare attraverso esperienze di teatro partecipato, come già sperimentato in alcuni suoi progetti (fra questi ricordiamo il più recente Carissimi Padri). Il suo lavoro ad ERT si svilupperà, dunque, a partire da un continuo confronto e dialogo con la città, o meglio le città (Modena, Cesena, Bologna, Castelfranco e Vignola).
Oltre al dialogo con il territorio e il confronto con la scena nazionale, si punterà sul rapporto con il teatro internazionale europeo. Longhi è profondamente convinto della necessità di interrogare noi stessi non solo in quanto cittadini italiani, ma anche in quanto cittadini europei; interrogarci su queste tematiche è importante per riacquistare una certa consapevolezza di noi stessi come comunità e prendere coscienza dell'esistenza di radici culturali comuni. Questo per Longhi ha perfettamente a che fare con il teatro, anzi il teatro è visto come strumento capace di riflettere e approfondire le suddette questioni. Inoltre a seguito della riforma legislativa del 2014, il sistema teatrale italiano, fino a poco tempo fa estraneo al contesto europeo, sta cominciando ad adeguarvisi. Accogliere questi rivolgimenti storico-culturali è una grande sfida,  ma a questa il teatro non può sottrarsi.
Ulteriori questioni che il teatro pubblico dovrà approfondire secondo il neodirettore, riguardano le nuove forme del linguaggio teatrale e le sue evoluzioni: è necessario chiedersi che spazio ha la regia oggi, cosa significa essere attori, dove sta andando la drammaturgia; è bene approfondire il rapporto del teatro con le nuove tecnologie, il meticciato con le altre arti e riflettere sul profondo legame che il teatro sta (re)instaurando con la musica. Il teatro pubblico di Longhi vuole essere al centro di questi interrogativi, vuole dare spazio alla ricerca di risposte ad essi che non devono avere l’ambizione di verità assoluta, ma essere semplici tentativi e possibilità.

Le idee ci sono, gli obiettivi sono tanti, le ambizioni sono alte. Non ci resta che augurare a Claudio Longhi un buon lavoro, certi che con le sue capacità e competenze sarà in grado di affrontare tutte le sfide proposte. 

Breve focus: Claudio Longhi

Claudio Longhi è nato a Bologna nel 1966. Si è laureato in Letteratura Italiana con Ezio Raimondi e in seguito ha collaborato per diversi anni con Luca Ronconi. Diventato regista ha diretto Marisa Fabbri in Democrazia (1999) e ha collaborato con Edoardo Sanguineti per la messa in scena del suo testo Storie naturali (2006). Collaborando con ERT Fondazione ha firmato diverse regie, tra cui Le vite immaginarie di Antonio Delfini (2009) e La Resistibile Ascesa di Arturo Ui (2010). Nel 2015 ha assunto la direzione della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro “Laboratorio permanente per l'attore” a Modena, sempre in collaborazione con ERT. E’ stato, inoltre, fino a un mese fa professore ordinario di Storia della regia e di Istituzioni di regia all’Università di Bologna, nonché coordinatore del corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica e del Teatro. Accanto alla sua attività registica, a partire dal 2008, ha ideato una serie di progetti teatrali tra cui Il ratto d’Europa (2012-2014), Raccontare il territorio (2013-2014) e Carissimi Padri (2015-2016/ 2016-2017). In questi progetti ha sperimentato le esperienze di teatro partecipato, volte a coinvolgere attivamente la comunità di cittadini nella costruzione del lavoro teatrale.
Chi conosce e chi ha avuto a che fare con Claudio Longhi sa del suo enorme spessore culturale, della sua disponibilità e della sua grande attitudine alla formazione, attività che ama profondamente e di cui è consapevole. Longhi costruisce un metodo di insegnamento volto a sviluppare nell’altro una coscienza critica, affinché questo possa essere in grado di costruirsi uno sguardo proprio sul mondo. 

A Claudio Longhi, dunque, un grande in bocca al lupo per il suo percorso come direttore di ERT Fondazione!

(Per ulteriori informazioni: www.emiliaromagnateatro.com)   

                                                                                                                        Ilaria Cecchinato 

Per ascoltare l'intervista a Claudio Longhi cliccare il link sottostante: 


Tags: Teatro, ERT

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