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Fruit of the "humor"

L'editoria indipendente dall'1 al 3 febbraio a Palazzo Isolani


di redazione
Categorie: Cultura
FRUIT
Locandina Fruit 1-3 febbraio 2019, Palazzo Isolani

La VII ed. di Fruit Exhibition, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente, torna a Bologna dall'1 al 3 febbraio a Palazzo Isolani con una selezione di oltre 100 editori e un programma ricco di "humor", tema di questa edizione. Sarà presentato anche il documentario sul festival di Street Art "Vedo a colori".

Giocando con il nome delle super diffuse T-shirt "Fruit of the Loom" di cui volente o nolente chiunque ne possiede una nell'armadio, ironizziamo sul tema della settima edizione del Fruit, l'humor, scelto dagli organizzatori "perché in Italia per occuparsi di cultura (e di editoria) è sempre necessario un po’ di buon-umore, perché c'è bisogno di leggerezza, di colori shock, di stupore, di ironia, di satira e anche di humor nella sua accezione viscerale di fluido corporale, forza vitale che trascina al di là della forma e degli stili."
Da sette anni a questa parte il Fruit trascina dentro di sé molti dei migliori editori indipendenti italiani e stranieri, insieme ad una varietà di eventi che lo rendono uno degli appuntamenti più importanti dell'editoria in Italia e all'estero.

Novità di quest’anno, il premio FIP – Fruit Indie Publishing, promosso da Fruit Exhibition in collaborazione con la storica cartiera Favini, e rivolto ai migliori prototipi di libro artistico, progetti editoriali indipendenti e zines. Il concorso è gratuito e rivolto a tutti gli artisti e editori che presenteranno entro il 15 marzo 2019 un progetto editoriale inedito, in formato digitale, che indaghi il tema dello humor e si distingua per la ricerca tecnica e formale in relazione ai contenuti.

Tanti gli editori presenti dall'italiana De Press alla francese LOK ZINE, passando per la tedesca RAUM Italic alla giapponese Seigensha. Non solo editoria, durante il Fruit sarà possibile assistere ai talk, tra cui "Big data e design: come l’infografica ha cambiato i giornali e Italian paper", alla presentazione di "Art Book Stories" un documentario sull’editoria indipendente artistica che l’Associazione Crudo. E ancora presentazioni di libri, come INCOMPIUTO: La nascita di uno stile edita da Humboldt Books; i workshop, tra cui Indie Paper con Edizioni del Frisco e Francesco Ciaponi incentrato sul fenomeno della rinascita dei magazine indipendenti per concludere con la progettazione e realizzazione di una zine o un magazine a tema libero e rigorosamente analogico; oppure Art Tattoo Shop con Erik Kessels e Chantal Rens dove i due artisti danesi inviteranno i partecipanti a creare e giocare con immagini e collage.

Uno degli appuntamenti che teniamo a segnalare, vista la mano di parte di chi scrive, è domenica 3 febbraio alle 19:00, la prima visione a Bologna di "Vedo a colori, un documentario al porto" di Caterina Marchetti. Per chi masticasse un po' di Street Art sa già di cosa si sta parlando, per tutti gli altri si tratta di un documentario di 20" che racconta dell'omonimo festival di Street Art "Vedo a colori" di Civitanova Marche attraverso interviste ad artisti, alle persone del luogo, nonché all'ideatore del progetto, l'artista Giulio Vesprini.
Uno dei pochi, se non l'unico, fra i festival di Street Art di qualità rimasto in Italia e ancora attivo dopo dieci anni. Cosa lo differenzia dagli altri? Lo ha spiegato ai nostri microfoni il direttore artistico Giulio Vesprini, raccontadoci come Vedo a colori non sia un festival con i riflettori puntati sugli artisti, quanto su una progettualità territoriale, un "regalo - dice- fatto alla città che viveva un momento di bassa riguardo il parlare attraverso i muri, perché dopo l'ondata hip hop degli anni '90 si sono fermati tutti, graffiti, poster, ecc". Non solo, una lineup sconosciuta fino alla pubblicazione del "pezzo" finito proprio per non focalizzarsi su alcuni nomi a discapito di altri.

Un festival totalmente indipendente fin dalle sue origini, nel 2009 e tale rimarrà, ci assicura sempre Vesprini, il tutto grazie a crowdfunding, sponsor e ad una rete di collaborazione che si è creata fra le varie competenze e realtà locali, pronte ad offrire vitto e alloggio agli artisti ospitati. Una precisazione: al porto di Civitanova esiste quello che potremmo definire il più grande contenitore di artisti italiani operanti in strada, più di 100 ad oggi per oltre 2000 mq di molo dipinti. Una scelta, anche questa che va contro le tendenze da super festival, mostrando come non sia necessario chiamare artisti internazionali per avere qualità e professionalità. Da Vesprini stesso a 108, da Ale Senso a CollettivoFx, passando per Nicola Alessandrini, Nemo's, Guerrilla Spam e tanti altri. Piccola eccezione per festeggiare i dieci anni del festival: verranno chiamati alcuni artisti internazionali, di cui però gli organizzatori tengono a non fare nome.
Difficile raccontare dieci anni di attività in soli 20 minuti, per questo il team di Vedo a colori è già all'opera nel raccolgiere il materiale necessario alla realizzazione di un vero e proprio docufilm con molti più contenuti. Oltre alla proiezione verrà presentato anche il secondo volume/ catalogo di Vedo a colori che sarà disponibile insieme al primo nel bookshop di Fruit. Parte del ricavato andrà a sostegno del festival di Street Art.

Ingresso al Fruit: 6 euro, valido per le tre giornate.
Per ulteriori informazioni e per consultare il programma aggiornato visitare il sito www.fruitexhibition.com


Flavia De Marco

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