Radio Città Fujiko»Eventi

A teatro si può ridere dell'impossibilità di stare e dire sinceramente "sto bene"

Il Teatro Nazionale Croato di Zagabria porta a ridere delle nevrosi del vivere contemporaneo


di Simona Sagone
Categorie: teatro
At the end of the week_1_ foto di Maria Bratos.JPG

All'Arena del Sole chiuse le repliche di "At the end of the week" del croato Bobo Jelcic, prima nazionale che  ha posto in primo piano le nevrosi che involontariamente trapelano dai comportamenti di ciascun individuo.

Quanto attendiamo il fine settimana per liberarci dall'oppressione del lavoro ed essere semplicemente noi stessi. Ci illudiamo che si possa chiudere fuori dall'uscio di casa l'angoscia provata sul posto di lavoro, quel senso di inadeguatezza nello svolgere i nostri compiti professionali, le preoccupazioni per la situazione socio-politica della nazione, il senso di impotenza nei confronti di popoli che soffrono lontano dai nostri confini.

Nei salotti borghesi, anche nel fine settimana, non facciamo altro che parlare delle questioni che ci ossessionano, private o collettive, ci arrovelliamo per elaborare soluzioni la cui applicazione, il più delle volte, è assolutamete fuori dalla nostra portata. Vorremmo sciogliere, in un nodo gordiano, le situazioni ingarbugliate dell'economia, della politica internazionale, come quelle delle nostre situazioni sentimentali, liberandoci da relazioni troppo ingombranti.

Il teatro, con la nuova drammaturgia, può raccontare la complessità del mondo contemporaneo molto meglio di un film, che per sua natura tende alla linearità del racconto e al realismo, per lo meno nella gestualità degli interpreti, al di là delle possibilità offerte da effetti speciali.

Il teatro oggi, grazie a più di un secolo di esperienze di lavoro sul corpo dell'attore (tralaciando i secoli di esperienze dei teatri orientali e la sapienza della commedia dell'arte), forte di tutto quello che la psicanalisi, la sociologia, l'antropologia, gli studi sull comunicazione e non ultima la letteratura ha saputo consegnarci negli ultimi due secoli, può rappresentare il dentro e il fuori, il dicibile e l'indicibile, l'azione e la motivazione interiore dell'azione, l'inazione e il desiderio folle di azioni non consentite dall'etichetta del vivere civile.

Tutti ricordano dai banchi di scuola, o dalla visione di qualche spettacolo pirandelliano, la famosa corda civile e la corda pazza. Se nel teatro borghese del '900 l'abbandono di sé alla corda pazza è solo ipotizzata o è confinato nella parola, in una compostezza gestuale più o meno mantenuta, in At the end of the week gli attori portano in scena la versione di sé stessi abbandonata alla corda pazza nell'illusione della conservazione, di facciata, della corda civile.

I tic quotidiani sono portati all'eccesso dagli interpreti diventando movimenti iperbolici: estremizzazione delle nevrosi che il quotidiano costruisce dentro ognuno di noi covando, di giorno in giorno, rabbia, paura, dolore, desideri di evasione.

Ogni donna tra il pubblico si sarà identificata nell'attrice sfinita, desiderosa solo di crollare sul divano che all'arrivo del suo Lui indossa la corda civile dell'impassibilità, mentre Lui sfoga tutte le proprie preoccupazioni legate al lavoro su di Lei, finendo per prendere a pugni il divano, quello stesso divano che Lei si ostina a spolverare, perchè tutto sembri impeccabile nella messa in scena della famiglia felice.

Uomini e donne in sala hanno riso fino alle lacrime guardando l'attore piagnucoloso che si dispera per la propria pancetta che lo allontana dal "canone" dell'uomo forte, con gli addominali scolpiti. L'ossessione per i chili di troppo, la dieta, la ricerca degli alimenti giusti per essere comme il faut accomuna tutti in platea in una risata liberatoria.

Quanti hanno indossato ad una festa la "corda civile" davanti ad amici e conoscenti, quando avrebbero voluto fare gli struzzi, cacciando letteralmente la testa sotto la sabbia, o per lo meno, sotto il divano su cui si trovavano seduti.

La compagnia del teatro Nazionale Croato di Zagabria è riuscita, lavorando sulle improvvisazioni degli attori, a rappresentare letteralmente tutte le metafore che usiamo nel quotidiano per descrivere le nostre sensazioni, i nostri desideri più nascosti, indicibili.

Gli attori, in questo lavoro collettivo, hanno saputo rappresentare la banalità delle vite della classe media croata, identica alle vite mediocri di tanti altri posti del mondo, e hanno dato voce, in modo ironico, divertente, esilarante, a quegli urli che rimangono a tutti noi chiusi nella gola. Il loro lavoro attoriale ha mostrato la vacuità di quel parlare incessante di sé, del proprio malessere o benessere ad altri che nello stesso istante vorrebbero vomitarti addosso il proprio identico dolore del vivere.

At the end of the week è uno spettacolo che non scivola facilmente dal cuore dello spettatore fuori dalla sala, per quanto a tratti ridondante, è uno spettacolo vero, genuino, fatto da attori capaci di svelare cosa si nasconda dietro le chiassose e allegre riunioni tra amici del sabato sera.

Ora in onda

Dalle 18,00 alle 20,00 di ogni Sabato pomeriggio va in onda: Radio Gran Cassa conducono e mixano Andrea Gozza e Pelè

Musica di tutti i generi che si accompagna anche con l'aperitivo; meglio se Pignoletto frizzante dei colli. Capitano ospiti e collegamenti. Periodicamente il Maestro Placenta tenta di battere se stesso nel record dell'acuto più lungo nell'interpretazione di Granada...olè! Insomma può succedere di tutto !!

Palinsesto

Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | Domenica

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]