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Europa, Le Pen si "addolcisce" e i greci continuano a pagare

Quel che accade in Francia e Grecia sul versante economico nell'analisi dell'economista Bracci.


di redazione
Categorie: Economia
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Mancano 5 giorni al ballottaggio presidenziale francese e per la candidata del Front National l'uscita dall'euro non è più una priorità. Intanto il governo di Atene ha trovato un accordo con la Troika per nuove misure lacrime e sangue per il popolo ellenico. Il commento dell'economista Giacomo Bracci.

"Il nostro impegno è per un patriottismo pragmatico che privilegi le decisioni di buon senso. La transizione dalla moneta unica alla moneta comune europea non è quindi pregiudiziale alle decisioni di politica economica. Il calendario politico sarà adattato alle priorità e alle sfide immediate che il Governo francese dovrà affrontare. Tutto sarà comunque fatto per organizzare serenamente la transizione monetaria e la messa in opera concertata da parte di ogni Paese del diritto a gestire la propria valuta e la propria banca centrale".
Firmato Marine Le Pen, candidata presidente del Front National, e Nicolas Dupont-Aignan, presidente del partito di destra sovranista "Debout la France".

È proprio nel testo dell'accordo in vista del ballottaggio per le presidenziali francesi del prossimo 7 maggio che si evince come, per il Front National, l'uscita dall'euro della Francia non sia più una priorità.
Un cambio di rotta che suona molto elettorale e che, nelle intenzioni di Le Pen, dovrebbe servire a spezzare l'isolamento che il suo partito subisce, specialmente in vista della sfida con Emmanuel Macron.
Quest'ultimo, dopo il primo turno, ha incassato un ampio sostegno proprio in chiave anti-Front National, ma secondo alcuni analisti rappresenta il candidato dell'establishment liberista europeo che alimenta il populismo stesso.

Intanto, dopo mesi di negoziati, la Grecia ha raggiunto un accordo sul debito con i suoi creditori. L'intesa prevede, tra l'altro, un nuovo taglio delle pensioni e l'abbassamento della soglia di esenzione dai redditi tra i 5.700 e i 6.000 euro dagli attuali 8.636. L’intesa dovrà essere approvata nell’incontro del 22 maggio dei ministri finanziari dell'Eurozona.


Ascolta l'analisi di Giacomo Bracci

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