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Eta torna minacciosa: rischio ritorno alle armi?

Nuovo comunicato di ETA che suscita subito la paura del ritorno alle armi. Ma è così?


di redazione
Categorie: Movimento
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Arriva alla redazione di Gara un comunicato dell'organizzazione in cui si denuncia l'atteggiamento ostruzionista del Partido Popular nel processo di pacificazione del Pais Vasco. E annuncia conseguenze negative. Il commento di Giuseppe Grosso da Madrid.

Quello del governo Rajoy viene contestato dalle parole del documento come immobilismo e di conseguenza la poca volontà istituzionale di portare avanti il processo di pacificazione avviato da quando l'organizzazione ha comunicato in via ufficiale la rinuncia alla lotta armata, nel 2011.

Nella nuova fase della sinistra abretzale c'è la volontà di utilizzare la politica per giungere agli obiettivi d'indipendenza e socialismo nel Pais Vasco. Il piano sembra ancora più realizzabile da quando, nell'ultima tornata elettorale, il partito rappresentante della sinistra basca è riuscito a essere il secondo con maggiori consensi.

In quest'ultimo comunicato, il settimo dalla rinuncia alle armi, la stessa ETA ribadisce la rinuncia alle armi, quindi nonostante l'allarme che è scattato alla notizia dell'arrivo del documento, per il momento l'ex associazione terroristica non sembra avere la volontà di tornare a sparare.

Ma il momento è delicato: le richieste della sinistra basca sembrano essere prese poco in considerazione dal governo centrale, in particolare quelle che riguardano le continue violazioni dei diritti umani per i prigionieri politici. Non soltanto sparpagliati per carceri a lunghe distanze dal loro luogo d'origine, i prigionieri hanno oggi ancora meno possibilità delle riduzione delle pena a causa della dottrina Parot, che calcola lo sconto sugli anni di pena effettivamente assegnati al carcerato e non sugli anni effettivi di pena da scontare, che in Spagna per legge non possono essere più di trenta. Il processo di pacificazione sembra ancora molto lungo e difficoltoso.


Ascolta l'intervista a Giuseppe Grosso corrispondete per Il Manifesto da Madrid
Tags: Spagna, Esteri

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