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Escher - in mostra a Bologna

Dal 12 marzo al 19 luglio, a Palazzo Albergati


di William Piana
Categorie: Breakfast Club
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A Palazzo Albergati, fino al 19 luglio, il genio che giocava con le regole matematiche e la geometria, trasformandole in arte

Benvenga in una città importante come Bologna una nuova sede espositiva, Palazzo Albergati che dal 12 marzo inaugura con una mostra molto importante, che vede protagonista un' artista unico, originale e molto "presente" anche nella quotidianità attuale, stiamo parlando di Maurits Cornelis Escher.

Escher, incisore e grafico olandese, nasce nel 1898 e si appassionò sin da giovanissimo a tutto ciò che era espressione artistica attraverso l'incisione, tanto che trascurò il resto degli studi per dedicarsi appunto a tali realtà, seppur iscritto a scuole di Arti di architettura e Arti decorative, la sua vera folgorazione capitò nel 1922 quando visitò l'Italia. Firenze, Volterra, Siena lo rapirono paesaggisticamente, mentre in Spagna conobbe e si ispirò all' arte Moresca, con i suoi spettacolari arabeschi.

La vera originalità e unicità di questo artista è riportare queste sinuosità fantasiose, a concetti matematici, geometrici, rispettandoli o stravolgendoli, giocandoci insomma e rendendo interattive le sue opere, coinvolgendo irrimediabilmente, anche l' osservatore più distratto...

Le sue opere, rimangono talmente attuali e accattivanti che le grafiche, le decorazioni o semplicemente anche i motivi più immediati sono presenti nelle sue "metamorfosi" o nei suoi giochi di "sottosopra", fra scale che vanno in alto come in basso, fra soffitti e pavimenti che si scambiano "giocando" i ruoli.Tanto più che molti, a volte riconoscono l'immagine, ma non l'autore, questo per dire quanto i suoi lavori siano rimasti nelle visioni comuni.

Passiamo alla mostra, ripresa, ma con dei valori aggiunti alla precedente personale dedicata ad Escher presso il Chiostro del Bramante di Roma, troviamo a Palazzo Albergati grazie alle sinergie fra Comune di Bologna e Artemisia, un Escher che si conferma nel suo modo di catturare l'attenzione di ipnotizzare, di (non) svelare i suoi segreti, ma di raccontarceli visivamente, accompagnandoci per un percorso ispirato e attento, i due curatori Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea fanno rivivere vari segmenti che seguono parti artistiche e parti specifiche per rendere l'esposizione ancora più suggestiva.

Sei le sezioni, La formazione: Escher, l'Italia e l'ispirazione Art Noveau, come appunto anche l'Italia sarà fondamentale per i suoi lavori, Superfici riflettenti e metamorfiche, materiali e non solo incisione, Metamorfosi, bè le sue famose "trasformazioni" fra cielo e mare, terra e acqua sono da vedere e da vivere più che da raccontare, Dall'Alhambra alla tassellatura, per la parte dedicata alle forme più decorative, Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio, i "giochi" e i paradossi, le illusioni ottiche e le naturali magie, infine Economia escheriana ed eschermania, come l'artista saprà essere attuale, comunicativo e accattivante.

Un'artista che con talento naturale, gusto e ispirazione riportava le geometrie in arte, grazie alla sua originalità e alla precedenza che ha sempre dato alla creatività piuttosto che alla "freddezza" matematica, Escher è destinato a restare un genio intramontabile.

Chiudo, con una nota molto positiva, la rinascita di Palazzo Albergati dopo l'incendio del 2008, dopo un prezioso lavoro di recupero, Bologna aggiunge (finalmente) una bellissima sede espositiva, la inaugura con una bella mostra, e con il ritorno di Arthemisia, l'augurio è che si prosegua con tali manifestazioni e che la città sia attenta a queste notevoli proposte.

                                                                                     William Piana


ascolta l'intervista al Co-curatore Marco Bussagli

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