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Erasmus, la battaglia per il diritto di voto

Chi si trova all'estero, da almeno tre mesi, potrà votare


di redazione
Categorie: Società
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Il Senato approva l'emendamento che consente il diritto di voto a chi si trova all'estero, per ragioni di studio, salute o lavoro, da almeno tre mesi. È la vittoria della generazione senza voto: una sfida iniziata due anni da una ragazza trentina che si trovava in Erasmus in Inghilterra.

ella discussione dell’Italicum, al Senato, è stato approvato l’emendamento del senatore PD Roberto Cociancich, che consente ai cittadini italiani che da tre mesi sono all’estero di poter votare tramite posta. La novità vale per gli studenti, ma anche chi è all’estero per motivi di salute o di lavoro.

L’emendamento è stato approvato con 235 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti. “Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione estero, previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale – recita l’emendamento – i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti”.

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ella discussione dell’Italicum, al Senato, è stato approvato l’emendamento del senatore PD Roberto Cociancich, che consente ai cittadini italiani che da tre mesi sono all’estero di poter votare tramite posta. La novità vale per gli studenti, ma anche chi è all’estero per motivi di salute o di lavoro.

L’emendamento è stato approvato con 235 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti. “Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione estero, previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale – recita l’emendamento – i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti”.

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Da un gruppo facebook, creato un pomeriggio per caso, all'approvazione di un emendamento che consente ai cittadini italiani, da tre mesi all'estero, di poter votare tramite posta. Una battaglia iniziata due anni fa a colpi di post online da Valentina Sega, una giovane trentina allora in Erasmus Inghilterra, che dall'angolino di una biblioteca di Bath aveva dato vita ad un vero e proprio caso mediatico.

Era periodo di elezioni, allora si votava per rinnovare il Parlamento italiano, e Valentina, studentessa iscritta all'Università di Trento, si era accorta che solo perché all'estero non avrebbe potuto votare.  «Un' ennesima ferita inferta alla democrazia - aveva commentato Valentina - stabilita dal decreto della Repubblica 226 del 22 dicembre che non permette, agli studenti non residenti temporaneamente all'estero, di votare direttamente in loco o di usufruire di biglietti aerei a costi agevolati per far ritorno in Italia». Fu allora, dunque, che alla ragazza venne un'idea: perché non cercare di riunire tutti gli studenti che, come lei, si trovavano nella stessa situazione?. Così in poco tempo, tramite il passaparola diffuso sui social e la creazione di un gruppo facebook "Studenti che non potranno votare alle prossime elezioni", migliaia di persone avevano aderito al suo appello, riuscendo a portare il loro caso direttamente in aula. Ed anche in qualche talk show televisivo.

Se all'inzio l'obiettivo di Valentina era sensibilizzare l'opinione pubblica su quali fossero gli studenti che non avrebbero potuto votare, a poco a poco l'adesione al suo gruppo si era trasformata in un sostegno convinto alla causa e in una volontà specifica di collaborare assieme. Dopo i primi progetti online, come raccogliere una serie di foto in cui gli studenti esprimevano quanto valesse il loro voto, la loro battaglia era approdata a palazzo Chigi. Allora, però, ci furono tante promesse che si conclusero con un nulla di fatto, ma oggi, a distanza di due anni, l'impresa di Valentina si è finalmente conclusa nel migliore dei modi. E così la #GenerazioneSenzaVoto ha vinto la sua battaglia

Giusto qualche giorno fa è stato infatti approvato l'emendamento del senatore del Pd Roberto Cociancich, con 235 voti favorevoli, che consente ai cittadini italiani, da tre mesi all'estero per motivi di studio, lavoro o salute, di poter votare tramite posta. "Il voto agli erasmus è una norma di civiltà. Sono felice per i ragazzi erasmus che vincono loro battaglia" ha scritto su twitter il premier Matteo Renzi.

Ma il commento più bello è sicuramente quello di Valentina che già due anni fa ci sperava nel fatto che, un giorno non troppo lontano, i futuri erasmus avrebbero conquistato questo diritto sancito dalla Costituzione. E questo giorno è finalmente arrivato: "Ci sono cose belle che nascono per caso, guidate più dall'istinto e dal senso di ingiustizia che non dalla ragione e da strategie predeterminate. Poi non si sa bene come ma si espandono, coinvolgendo prima decine, poi centinaia, poi migliaia di persone. Fino a prendere vita propria. Ed è così che da un angolino del quarto piano della biblioteca dell'Università di Bath, in un piovoso pomeriggio qualunque di ormai due anni fa, è nato qualcosa che finalmente ieri si è in un certo senso concluso. È bello poter credere che a volte le idee giuste riescano a realizzarsi" ha commentato Valentina.

Francesca Candioli

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li studenti Erasmus che si trovano all'estero non potranno votare "perché tecnicamente non è possibile". Lo ha detto il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri in merito al caso dei 25 mila studenti universitari Erasmus. "Per potere essere elettori - ha aggiunto - bisogna essere iscritti alle liste elettorali dell'Aire, che non sono previste per chi sta all'estero per meno di un anno. E non ci sono i tempi tecnici per istituire delle liste elettorali. Ci vorrebbe una legge ad hoc, che non è mai stata fatta perché non ci avevamo pensato". Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha invitato il Ministro degli interni Annamaria Cancellieri e il Ministro degli affari esteri Giulio Terzi di Sant'Agata a fare tutto quanto è possibile per consentire il voto agli italiani che si trovano temporaneamente all'estero. - See more at: http://www.ladige.it/news/italia/2013/01/20/erasmus-non-voteranno-non-ci-avevamo-pensato#sthash.e4QBnFhi.dpuf
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Gli studenti Erasmus che si trovano all'estero non potranno votare "perché tecnicamente non è possibile". Lo ha detto il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri in merito al caso dei 25 mila studenti universitari Erasmus. "Per potere essere elettori - ha aggiunto - bisogna essere iscritti alle liste elettorali dell'Aire, che non sono previste per chi sta all'estero per meno di un anno. E non ci sono i tempi tecnici per istituire delle liste elettorali. Ci vorrebbe una legge ad hoc, che non è mai stata fatta perché non ci avevamo pensato". Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha invitato il Ministro degli interni Annamaria Cancellieri e il Ministro degli affari esteri Giulio Terzi di Sant'Agata a fare tutto quanto è possibile per consentire il voto agli italiani che si trovano temporaneamente all'estero.

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ella discussione dell’Italicum, al Senato, è stato approvato l’emendamento del senatore PD Roberto Cociancich, che consente ai cittadini italiani che da tre mesi sono all’estero di poter votare tramite posta. La novità vale per gli studenti, ma anche chi è all’estero per motivi di salute o di lavoro.

L’emendamento è stato approvato con 235 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti. “Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione estero, previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale – recita l’emendamento – i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti”.

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Nella discussione dell’Italicum, al Senato, è stato approvato l’emendamento del senatore PD Roberto Cociancich, che consente ai cittadini italiani che da tre mesi sono all’estero di poter votare tramite posta. La novità vale per gli studenti, ma anche chi è all’estero per motivi di salute o di lavoro.

L’emendamento è stato approvato con 235 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti. “Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione estero, previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale – recita l’emendamento – i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti”.

“Il voto agli erasmus è una norma di civiltà”: tanti, tantissimi i commenti di soddisfazione da giovani e studenti. Anche il presidente del consiglio, Matteo Renzi, si è dimostrato compiaciuto: “Felice per i ragazzi erasmus che vincono loro battaglia” – ha scritto sul suo profilo Twitter. Insomma, dopo anni di battaglie, il risultato è stato raggiunto. Finalmente.

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Finalmente. E’ questa la parola che circola di più tra gli studenti. Sì, perché la giornata di ieri è stata quella decisiva: gli studenti erasmus e quelli fuori sede avranno diritto di voto. Nella discussione dell’Italicum, al Senato, è stato approvato l’emendamento del senatore PD Roberto Cociancich, che consente ai cittadini italiani che da tre mesi sono all’estero di poter votare tramite posta. La novità vale per gli studenti, ma anche chi è all’estero per motivi di salute o di lavoro.

L’emendamento è stato approvato con 235 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti. “Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione estero, previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale – recita l’emendamento – i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti”.

“Il voto agli erasmus è una norma di civiltà”: tanti, tantissimi i commenti di soddisfazione da giovani e studenti. Anche il presidente del consiglio, Matteo Renzi, si è dimostrato compiaciuto: “Felice per i ragazzi erasmus che vincono loro battaglia” – ha scritto sul suo profilo Twitter. Insomma, dopo anni di battaglie, il risultato è stato raggiunto. Finalmente.

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Ascolta l'intervista a Valentina Sega

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