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#ÈOraDiChiedereScusa vs #ScusaUnCornoTiDenuncio

Il discutibile messaggio della campagna contro la violenza di genere.


di Alessandro Canella
Categorie: Donne
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Il logo della campagna

Rtl 102.5 e Camera dei Deputati lanciano una campagna contro la violenza di genere il cui slogan è #ÈOraDiChiedereScusa. Un messaggio sbagliato perché la soluzione non è il perdono, ma la denuncia.

Ultimamente le campagne mediatiche istituzionali non hanno molta fortuna. Dalla doppia gaffe del Fertility Day all'opuscolo, col logo del Mise, che invita ad investire in Italia perché la manodopera costa meno, gli scivoloni che provengono dai Ministeri di questo governo sembrano non finire.
Questa volta, però, il governo in apparenza non c'entra. La campagna di cui parliamo infatti è promossa da Rtl 102.5 e Camera dei Deputati, con il placet della presidente Laura Boldrini.

Per stigmatizzare la violenza alle donne, in vista della giornata mondiale del 25 novembre, è stata lanciata la campagna #èoradichiederescusa. Il target, come si evince dallo stesso titolo, è rappresentato dagli uomini, che sono i perpetratori della violenza di genere.
Se è positivo chiamare a riflettere i responsabili della cultura patriarcale e sessista, come in realtà già fanno da una decina di anni gruppi come Maschile Plurale, è il messaggio veicolato che risulta sbagliato, se non addirittura nocivo ai fini del contrasto alla violenza di genere.

Il punto, venendo al dunque, non è chiedere scusa. Ci si scusa quando si compie un errore che diverge da un comportamento corretto. La violenza di genere è qualcosa di ripetuto, sistematico e - finché non si spezza la catena - purtroppo ciclico.
Le testimonianze delle donne che hanno subito violenza domestica, ad esempio, sono piene di episodi in cui, a botte e umiliazioni, seguivano le scuse (a volte addirittura i pianti) degli aguzzini. Tutto si "tranquillizzava" fino all'episodio successivo, in una spirale dalla fine tragica.

Una campagna per chiedere scusa alle donne per la violenza perpetrata rientra in questo schema. L'obiettivo sembra quello di favorire una pax domestica - che nella nostra cultura è impostata su rapporti di forza attenenti il genere - piuttosto che liberare la donna dall'oppressione subita.
"Ti ho menata, ti chiedo scusa, facciamo pace". Ecco il sillogismo atto a garantire una quiete nel focolare domestico.

La sommersione del fenomeno della violenza alle donne, l'incredulità di queste ultime a capacitarsi di come la cosa possa accadere proprio a loro, la vergogna nel raccontare e la difficoltà nello spezzare la spirale di violenza di cui sono vittime, impone un messaggio molto diverso.
Gli uomini non devono chiedere scusa per la violenza, ma semplicemente non devono agirla. Le donne non devono perdonare ma abbandonare e denunciare i loro aguzzini. Punto e basta.

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