Radio Città Fujiko»Notizie

Emergenza casa, Social Log chiede l'intervento del Comune

Il collettivo torna in Piazza Maggiore per chiedere un incontro con l'assessore Frascaroli


di redazione
Categorie: Movimento, Casa
DSC_0114.JPG

Gli attivisti di Socail Log tornano in piazza con un presidio e sottolineano come l'occupazione rappresenti l'unica strategia di lotta possibile nel contesto attuale di emergenza abitativa, almeno finchè il Comune non si deciderà a rilanciare una nuova fase di edilizia popolare. Chiesto un incontro con l'assessore al welfare Frascaroli.

In una piazza Maggiore assolata e gremita di turisti si è riunito in mattinata il collettivo Social Log in un presidio per il diritto alla casa a cui hanno partecipato anche alcune famiglie coinvolte nelle attività del movimento. Quello che viene chiesto è la presa di coscienza  da parte del Comune di una situazione di emergenza abitativa ed il rilancio di una nuova fase di edilizia popolare. Il collettivo chiederà un incontro con l'assessore Amelia Frascaroli per ridiscutere l'adesione della Giunta al progetto del Piano Casa stilato dal governo Renzi.
I dati dell'emergenza abitativa, secondo Social Log, sono preoccupanti dal momento che 40.000 famiglie si trovano in una situazione di disagio abitativo e, data un media di 400 assegnazioni annuali, 6.000 sono in attesa di una casa popolare.  A fronte di questi numeri gli attivisti denunciano una quota di 7.000 alloggi vuoti e lo spettro di una speculazione edilizia  che si muove con il beneplacito dell'amministrazione comunale. Le critiche vengono mosse a seguito di un'altra occupazione in  Bolognina, già sede del collettivo che aveva occupato uno stabile in via Masini. Il 6 Marzo scorso infatti gli attivisti  e 12 famiglie senza casa avevano occupato uno stabile in via Mario de Maria proprio dietro la stazione.
 
Secondo Luca, esponente di Social Log, il metodo dell'occupazione come strategia di lotta è stato fino a questo momento l'unico mezzo possibile per la soluzione di un problema che vede coinvolte molte persone disoccupate e precarie che non possono  permettersi di pagare un alloggio privato o di accedere alle case ACER, dal momento che la quota di ediliza popolare, secondo gli attivisti, è ferma al 2008. Portare all'attenzione del Comune l'esigenza di una nuova fase di edilizia popolare  è l'obiettivo della manifestazione odierna e della richiesta di incontro con l'assessore Amelia Frascaroli,"vogliamo cercare di fermare la speculazione che viene portata avanti in alcune parti della città con l'assegnazione degli edifici al mercato immobiliare  privato i cui interessi non sono rivolti alle frange più sensibili della popolazione", dice una ragazza del movimento.
 
Il rischio per migranti, disoccupati e precari è di ritrovarsi in situazioni di grande difficoltà come nel caso di Afafa, una donna marocchina disoccupata che vive a Castel San Pietro con il marito e i due figli, che nei mesi scorsi si è vista staccare, a  sua insaputa, energia elettrica e gas da parte della padrona di casa dal momento che Afafa non pagava più l'affitto dell'immobile da  sette mesi. Dopo aver ricevuto la prima lettera di sfratto Afafa ha deciso di rivolgersi allo sportello del Social Log, "in caso dovessero arrivare altre lettere di sfratto spero che i ragazzi possano aiutarmi ad evitare lo sgombero" ha dichiarato la donna. Il messaggio degli attivisti è chiaro: "se il Comune non cambia verso, noi saremo pronti ad altre occupazioni".
 
Michela Sartini


Ascolta l'intervista a Luca di Social Log

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]