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Elezioni politiche: cosa succede a sinistra

Movimenti e trattative per l'alternativa all'agenda Monti.


di Alessandro Canella
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Berlusconi fa cadere il governo e poi corteggia Monti, Casini è un fedele adepto del premier, Bersani dice di voler proseguire l'agenda ma con più equità. C'è un'alternativa? Cosa succede a sinistra? Ferrero (Prc): "Occorre un quarto polo".

Chi pensava che la politica avesse raggiunto già il livello più acuto di schizofrenia in questi giorni deve ricredersi. La confusione che già regna sovrana tra i partiti italiani viene aggravata dalle bizze di Berlusconi che prima stacca la spina al governo Monti e poi corteggia il premier chiedendo di candidarsi col centrodestra.
Il Pd, seppure favorito dai sondaggi, non può (visto il sostegno all'esecutivo e la minaccia dei mercati) annunciare apertamente un cambio di rotta nelle politiche e dunque afferma di voler proseguire l'agenda Monti, ma con più equità.
Ai tanti cittadini che non si riconoscono nelle mille sfumature del pensiero unico dell'austerity resta dunque solo l'astensionismo? Quali forze reali sono in campo per costituire un'alternativa ai governi della finanza?

Nella costellazione politica si segnala la presenza del Movimento Arancione di De Magistris e Di Pietro, che ieri è stato presentato ufficialmente a Roma. Nei corridoi si discute ancora di un possibile accordo con il Pd, ma le trattative sono ancora in alto mare.
L'Idv, però, non è l'unico soggetto in gioco. Il primo dicembre, sempre nella capitale, si sono infatti ritrovate le realtà che hanno dato vita al No Monti Day, comitato No Debito in testa, che nel prossimo week end si ritroveranno per mettere insieme i contenuti e le idee di chi si batte per i beni comuni e contro l'austerity.
All'appello non mancano nemmeno forze tradizionali, rimaste escluse dal Parlamento in questa legislatura, come Federazione della Sinistra e Verdi.
È stato proprio Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione che ieri ha partecipato alla presentazione del Movimento Arancione, a lanciare l'idea di un "quarto polo", che si smarchi in modo netto dall'agenda Monti e riunisca le forze dell'alternativa.

"Occorre che si decida se andare insieme alle elezioni prima di Natale - osserva Ferrero - perché dopo sarebbe davvero troppo tardi". Finora in sintonia col segretario del Prc sembrano essere solo i No Debito, mentre il Movimento Arancione ancora non ha dato risposte.
Le regole che, secondo Ferrero, dovranno condividere coloro che faranno parte di questo soggetto riguardano, oltre all'opposizione all'austerity, anche i criteri di selezione dei candidati. "Non dovranno essere decisi a Roma nelle segreterie, ma con strumenti di partecipazione reale".
Quanto allo scoglio delle firme necessarie per presentare le liste, Ferrero è ottimista: "A mio avviso abbiamo tutte le forze necessarie".


Ascolta l'intervista a Paolo Ferrero

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